Carrara, odissea per trovare un medico: alla fine va al pronto soccorso. L’Asl: «Questo fine settimana guardia medica garantita»
Un’infermiera racconta il caso della sorella spaventata dalla febbre alta
CARRARA. Gina De Angeli è un’infermiera che come cittadina racconta la tregenda della sorella sul fronte della salute. «Dopo due giorni di febbre a 40 gradi – racconta – mia sorella, la sera del 26 dicembre, non potendo chiamare il medico di famiglia e non riuscendo ad accedere al servizio di guardia medica, ha contattato il 118. La temperatura del resto non si abbassava con nessun tipo di farmaco e io ho cominciato a preoccuparmi». «Al pronto soccorso abbiamo trovato una fila lunghissima – dice – E dopo accertamenti, è stata mandata a casa». E dopo?
Dopo il pronto soccorso
Dopo le dimissioni dal pronto soccorso, «non è riuscita comunque a ottenere assistenza né dal medico di famiglia né dalla guardia medica – prosegue nel raccontare De Angeli – e siamo state costrette a rivolgersi a un medico privato, per seguire l’excursus della malattia».
La “norma” regionale
Ecco perché De Angeli rammenta che la regione Toscana definisce il servizio di continuità assistenziale, cioè l’ex guardia medica, un servizio che garantisce l’assistenza medica di base per quei problemi per i quali non si può aspettare l’apertura dell’ambulatorio del medico curante. E ricorda anche un servizio uscito di recente sulle pagine del Tirreno in cui il direttore del pronto soccorso del Noa Alberto Conti si appellava alla cittadinanza perché facesse ricorso al pronto soccorso nel caso di effettiva necessità. «Ma – aggiunge De Angeli – quando un cittadino non sa da che parte girarsi perché non c’è la guardia medica o non c’è il medico di famiglia è obbligato a recarsi al pronto soccorso». «Chiedo a chi gestisce la sanità apuana a chi il cittadino si deve rivolgere quando si sente male».
La risposta
L’Asl nord ovest conferma «di essere impegnata a garantire il servizio di continuità assistenziale per il prossimo fine settimana». «Per alcune sedi si prospetta un’autonomia di gestione, con professionisti in orario diurno e notturno, in altre zone c’è autonomia ma con attivazione, in alcuni casi, della “sede limitrofa”, mentre in altre situazioni più critiche viene garantita una copertura condivisa o telefonica. Tutto questo in costante collegamento con la centrale operativa 118 Alta Toscana». L’Asl «interverrà in tempo reale per ogni criticità o disagio segnalato». A fronte di una generalizzata carenza di professionisti, l’Asl Toscana nord ovest sta mettendo in campo tutte le misure possibili, affrontando la questione come autentica priorità a livello aziendale e lavorando in particolare con il sistema delle “sedi limitrofe”, anche extra zonali, una misura che dovrebbe essere eccezionale ma che per necessità può diventare ricorrente».
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