Il Tirreno

I danni del maltempo

Massa, tonnellate di rifiuti e bagni distrutti: sulla costa inizia la conta dei danni

di Ivan Zambelli
La spiaggia ricoperta di tonnellate di legname
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La spiaggia ricoperta di tonnellate di legname

I balneari chiedono garanzie sulla Bolkestein: «Giorgia Meloni aveva rassicurato». Lo stabilimento Marco multato per aver fatto la duna senza comunicarlo

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MASSA. Tonnellate di legname a perdita d’occhio, con sullo sfondo stabilimenti balneari devastati. È questo il panorama che si staglia lungo i litorali di Massa, Carrara e Montignoso, quando ancora il mare non accenna a placarsi. Ancora presto quindi per fare una conta dei danni, ma il conto sarà molto salato: sia per pulire le spiagge dalle montagne di “lavarone”, ma soprattutto per riparare i tantissimi danni che hanno subito gli stabilimenti balneari.

Basta fare una passeggiata in qualunque punto del litorale per farsi un’idea dei danni. In zona torre Fiat ancora ieri mattina le onde battevano contro alcuni chioschi e stabilimenti balneari. A Marina di Massa, ad esempio il bagno Italia è stato tra i più colpiti, dove la forza del mare ha strappato le cabine. Lo stesso è avvenuto ai Ronchi, dove in più punti il mare in questi giorni è arrivato fin sulla strada, tanto che al bagno Ida le cabine praticamente non ci sono più. Ma questi sono solo pochi esempi di tante analoghe situazioni. Per questo, dichiara Luca Martini presidente della Compagnia del mare e rappresentante locale di Assobalneari, «è inderogabile trovare una soluzione e mettere un tampone definitivo a tutta la costa».

Il discorso è sempre il solito: servono interventi strutturali, che vadano oltre le misure di questi anni che non hanno dato soluzione al problema dell’erosione. Tanto che, dopo anni, «ora l’ultima barriera siamo noi che siamo riusciti ad ammortizzare le onde, ma poi c’è la strada», dice Martini.

Per questo, anche lui si accoda agli appelli di questi giorni: «Serve chiedere lo stato di emergenza. Noi come Assobalneari abbiamo mandato alla premier Giorgia Meloni un dossier attraverso il nostro presidente nazionale su tutti i danni che si sono verificati nelle zone colpite, con un focus fotografico anche per il nostro litorale». La richiesta è netta: «Noi chiediamo alla presidente del consiglio una risposta immediata su cosa intende fare con noi balneari, visto che in campagna elettorale si è spesa per la salvaguardia degli stabilimenti». Perché infatti in questi giorni c’è una domanda, rimasta in sospeso: e la Bolkestein? Ad oggi la situazione sembrerebbe ancora tutta in divenire: è partita l’interlocuzione con la Commissione europea dopo il tavolo tecnico istituito a maggio presso la Presidenza del Consiglio, per la fare la “mappatura” delle spiagge italiane. Ma la situazione non è ancora chiara; si ipotizza un posticipo dopo il 2024, ma non c’è nulla di deciso. Tant’è che Martini faceva riferimento proprio a questo. Perché noi balneari, tiene a precisare, «non abbiamo mai chiesto niente a nessuno, siamo indipendenti. Possiamo mettere tutto a posto, ma abbiamo bisogno di una certezza, di guardare al domani». Perché ad oggi solo guardando alla parte “esterna” degli stabilimenti, per intendersi le cabine, si possono ipotizzare decine di migliaia di euro di danni a seconda dello stabilimento; poi c’è la parte “coperta”, ovvero gli impianti elettrici, le fognature bianche invase da acqua salata e sabbia. Insomma, le spese da sostenere saranno tante. E anche su questo aiuterebbe, se non il riconoscimento dello stato di emergenza, almeno chiarezza sulla Bolkestein così da capire come ammortizzare queste spese. Ma anche rimuovere tutti quei tronchi e sedimenti, detto “lavarone”, sarà un impegno di spesa non di poco conto. Perché a cose normali solitamente è il balneare che provvede a rimuovere i sedimenti via via lasciati dal mare sulle proprie aree di pertinenza, per poi essere prelevati dall’azienda di igiene urbana in vista dello smaltimento. Solo che in queste settimane il “lavarone” depositato sulle spiagge è tantissimo, al punto che in questa situazione c’è chi si domanda se siano stati fatti nei mesi precedenti gli interventi di pulizia degli alvei dei fiumi.

Cosa che il Consorzio di Bonifica conferma essere stati effettuati, e che stanno anzi continuando di volta in volta si presenta un problema, come ieri in zona Canalmagro dove è stato rimosso un albero crollato, oltre agli interventi di monitoraggio alle foci di tutti i corsi d’acqua. Ma al termine di questa ennesima giornata di mareggiate c’è anche una nota di colore. In questi giorni molti balneari hanno smosso della sabbia così da creare delle dune di protezione agli stabilimenti. Ciò richiede una comunicazione al Comune, ma c’è stato chi, vuoi per la fretta o l’urgenza del momento, non l’ha fatta; ad esempio il bagno Marco, che ha ricevuto dalla Capitaneria di porto una sanzione da oltre 1. 300 euro. Ciò può sembrare una “beffa” viste le circostanze, ma questa è la legge.
 

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