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Massa, un papà sotto sfratto con quattro figli occupa una casa popolare vuota
Il gesto estremo di un uomo: «Ho cercato alternative, ma nessuno ci aiuta»
MASSA. Un gesto estremo, da non replicare, ma che porta con sé tutta la disperazione di perdere un tetto sotto cui vivere con i propri figli. Sono questi i motivi che ieri mattina hanno spinto Luca, nome di fantasia, ad occupare una casa popolare vuota da anni. Un gesto che non va replicato, sia perché l’occupazione abusiva comporta sanzioni e procedimenti penali, ma anche perché chi occupa abusivamente poi perde la possibilità di accedere ad alloggi Erp per i futuri 5 anni.
Tant’è che Usb, ieri presente in sostegno del loro iscritto, si è detta contraria a queste soluzioni pur annotando l’esasperazione che ha portato a un simile gesto. Perché su Luca, padre di quattro figli minorenni, pende uno sfratto esecutivo. Da mesi, almeno da aprile, ha avviato contatti con il Comune di Massa, affinché gli trovasse un alloggio temporaneo. Ma la burocrazia ha i suoi tempi e ci sono tante richieste per l’emergenza abitativa. Luca tra l’altro ha un lavoro e tutto sommato una discreta retribuzione; solo che un quinto dello stipendio è pignorato, i figli sono quattro e deve anche fare fronte alla separazione dalla precedente moglie. Per un po’ la situazione ha retto, ma poi non è più riuscito a pagare l’affitto. Scatta lo sfratto, ma Luca non trova casa: vuoi per gli affitti alti, vuoi perché nessuno intende affittare a chi è sotto sfratto. E così ad aprile, racconta, va in Comune per chiedere di essere inserito nell’emergenza abitativa.
Parte l'iter, ma in un primo momento serviva la sentenza di sfratto, poi arrivata a settembre. Lui presenta ricorso, mentre va avanti la pratica con il Comune, che però lamenta essere andata a rilento, per via di documenti che di volta in volta doveva presentare. E così Luca è arrivato a concepire quello che anche lui riconosce essere un gesto estremo. Ha quindi individuato un'abitazione che sapeva essere popolare e vuota, e intorno alle 9 e 30 di domenica mattina vi è entrato. «Ho provato fino in fondo a trovare alternative, e oggi sono qui cercando di rendere il mio gesto il più pubblico possibile», racconterà poco dopo. «Il mio è un gesto estremo e non pretendo privilegi. Voglio solo segnalare che le cose andrebbero fatte in tempi giusti; una persona dovrebbe accedere all’emergenza abitativa prima dello sfratto, e non mesi dopo». Con lui c’era anche il sindacato Asia di Usb. Noi, tiene a precisare Elia Buffa, «siamo contrari a queste soluzioni, ma di fronte all'inefficienza delle istituzioni capiamo la rabbia e la frustrazione». Perché come riporta il sindacato a Massa sono oltre 100 gli alloggi popolari vuoti, com’era quello occupato. Un’abitazione sfitta da sei anni, dove mancano l’impianto elettrico e termosifoni, ma abitabile secondo Usb. «Semmai il problema che anche oggi denunciamo è l'assenza di politiche abitative: è stata proposta l’emergenza abitativa, ma il fatto che non si riesca a rispettare le tempistiche dello sfratto è sintomo che qualcosa non funziona. Le graduatorie per le case popolari poi non scorrono, molti alloggi restano vuoti perché non hanno requisiti per essere affidati». E il tutto mentre monta l’emergenza abitativa, segnalano da Asia Usb: «C’è una fetta crescente di popolazione che non riesce più ad arrivare a fine mese. Tutto è aumentato a partire dagli affitti, mentre i salari sono fermi. Questa persona è emblematica di questo disagio crescente. Ecco che allora l’amministrazione deve mettere maggior testa a queste situazioni».
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