Massa, screening di prevenzione sul fegato “grasso”. Successo a Confimpresa
Massa Nonostante la pioggia, ha avuto un gran successo la giornata di prevenzione delle malattie del fegato che si è svolta ieri nella sede di Confimpresa Toscana, dopo gli appuntamenti che erano stati organizzati in Lunigiana.
Le competenze
Anche questa volta sul campo c’era Ferruccio Bonino, studioso e ricercatore di fama europea perché scopritore dei virus epatici maggiori: B, C, D, responsabile scientifico di tutte le giornate; insieme a lui c’erano l’ingegner Francesco Faita e Laura Di Lascio dell’Ifc-Cnr. Alla giornata di prevenzione è intervenuta anche Grace Zhang, medico cinese, della Hisky Medical Technologies, importante azienda cinese specializzata nello sviluppo e nella produzione di apparecchiature mediche ad alta tecnologia: «In Italia siete molti attivi nel campo della prevenzione – ha detto Zhang – Vorrei estendere anche in altri Paesi del mondo questo metodo sia di organizzazione che di esecuzione degli screening che avete attuato voi».
Cosa si fa
Ieri a Massa come in precedenza in Lunigiana è stato usato un modello di screening della salute che – dopo una breve anamnesi personale – si concretizza in un esame obiettivo basato su misure fisiche automatiche del contenuto lipidico (steatosi) e dell’elasticità del fegato; per chi soffre di diabete viene misurato anche l’indice pressorio arterioso braccio/caviglia (Abi) per la prevenzione del cosiddetto “piede diabetico.
Strumenti e obiettivi
«Grazie alle nuove tecnologie digitali – spiega Ferruccio Bonino – è oggi possibile in modo non invasivo (non sono necessari prelievi di sangue) , con metodi diagnostici fisici coadiuvati da algoritmi elaborati dall’intelligenza artificiale, fare screening della salute con notevole accuratezza diagnostica. Il risultato di questi screening non invasivi permette di poter decidere e personalizzare gli eventuali screening di secondo livello che prevedono esami invasivi (prelievi, esami radiologici e/o endoscopici) e vengono decisi dal medico di medicina generale in base ai risultati, caso per caso. Per fare ciò è indispensabile la sinergia operativa tra medici di famiglia e del lavoro, gli specialisti del sistema sanitario (infermieri, tecnici, ingegneri e medici) e esperti di volontariato e comunicazione sociale».
A cosa serve
Questi screening servono anche per capire se c’è steatosi epatica o fegato grasso, ovvero quando il peso dei grassi accumulati nel fegato supera del 5 per cento il peso del fegato stesso; il termine steatosi indica proprio l’eccesso di grassi in un tessuto. «Il fatto che la steatosi epatica sia presente oggi nel 10 per cento dei bambini della fascia di età sotto i 10 anno e poi la sua prevalenza salga esponenzialmente in parallelo con l’età (20% a 20 anni, 50% a 50 anni...) indica che gli interventi di screening preventivo di questo tipo dovrebbero diventare parte integrante dei così detti “benefici accessori”, ovvero benefici in natura che le aziende (piccole, medie e grandi) concedono ai propri dipendenti nell’attuazione delle politiche di welfare aziendale».
Best practice
«Questi eventi – conclude Bonino – ci hanno permesso di validare e ottimizzare un innovativo modello sostenibile di intervento preventivo territoriale, facilmente riproducibile e a costo-beneficio favorevole sia per i cittadini che il sistema sanitario in quanto la cura preventiva personalizzata garantisce i migliori esiti con minori costi». l
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