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Massa, lotta alle occupazioni abusive. E dal 2024 il drone anti-rifiuti

di Melania Carnevali
Massa, lotta alle occupazioni abusive. E dal 2024 il drone anti-rifiuti

La nostra intervista al comandante Giuliano Vitali: «Troppe auto abbandonate, creano degrado»

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MASSA. Nei giorni scorsi la polizia municipale ha sgomberato una mini baraccopoli in via Acquale. Ma, quella, assicura il comandante Giuliano Vitali, non sarà l’unica attività di sgombero. Perché «sicurezza» e «decoro», lo ha sempre detto anche l’amministrazione, «sono tra le priorità».

Comandante, la baraccopoli di via Acquale era abitata?

«Sì, vivevano senza niente. Era una situazione che andava avanti da anni. Sui terreni di diversi proprietari si erano insediate delle persone, senza fissa dimora, che avevano pian piano occupato queste aree e, attraverso dei metodi non proprio galanti, si erano imposte sui proprietari ingenerando in loro timori di ritorsioni. Poi il problema è diventato sempre più grande. Quando sono arrivato, ho iniziato ad attenzionare questa situazione, cercando di parlare e collaborare con le persone che vivevano lì interno. Al di là dell’area occupata ai privati, era diventata anche una discarica».

Ce ne sono altre nel territorio comunale?

«Questa è quella più eclatante, anzitutto perché andava avanti da tempo. Era molto sentita da parte dei residenti. Poi loro recuperavano in giro ferro. Quello che non era ferro, diventava materiale di scarto che accumulavano nei pressi dell’abitazione. Per il resto, noi stiamo cercando di tenere sotto controllo tutto il territorio e di intervenire dove ci vengono segnalati casi, ma sicuramente questa era quella più strutturata con la presenza di diversi nuclei familiari. Era quella più sedimentata. A volte alcuni soggetti si insinuano in aree che non vengono presidiate dai privati, in zone dismesse. Cerchiamo di tenere monitorato il territorio e di avere la collaborazione dei cittadini. Laddove recuperiamo e demoliamo diverse macchine, quelle zone sono più a rischio degrado, perché da una macchina diventa una baracca poi un manufatto».

È stata trovata una sistemazione alle persone che avete sgomberato?

«Si sono spostate fuori comune. Questi soggetti erano stati avvisati dell’iter amministrativo che si era messo in moto: alcuni sono stati collaborativi, altri meno. Ma è normale che un privato agisca per riprendersi la sua proprietà. Anche se a volte è partita sottovalutando il caso».

Anche all’ex colonia Ugo Pisa avete messo in campo un’attività di sgombero.

«Lì è un altro tipo di contesto che andrà avanti nelle prossime settimane. L’obiettivo generale è di evitare insediamenti abusivi. Non si tratta solo di occupazione abusiva, ci sono una serie di varianti da considerate. Bisogna capire se ci sono minori, in che condizioni sono, se ci sono bombole di gas, l’arrivo dell’inverno. Si tratta di evitare, come spesso succede, che prendano fuoco baracche o che si verifichino tragedie con il monossido. Il nostro obiettivo è sempre quello di tenere un occhio su quelle zone che possono essere di marginalità, cercando di trovare strade per aiutare le persone».

A proposito di rifiuti, qual è la situazione sul territorio delle discariche abusive. C’è un piano di monitoraggio, anche attraverso l’uso di telecamere?

«Noi sicuramente sul 2023 abbiamo rafforzato la nostra presenza su questo ambito e sono state molte le verifiche eseguite in diverse zone nel territorio. Sono state avviate diverse azioni di bonifica o di pulizia. Il territorio ovviamente è un territorio bellissimo che va tutelato, a mio modo di vedere, da queste situazioni che sono disgustose. Ci sono possibilità per riciclare, per pulire, per conferire, ma, per non pagare una fesseria, si butta del materiale spesso anche pericoloso per le strade. Abbiamo fatto sanzioni e anche diverse denunce alla procura quando chi abbandonava era una ditta privata o un artigiano o quando veniva abbandonato materiale pericoloso. La situazione è monitorata. Interveniamo insieme ad Arpat o Asl quando veniamo a conoscenza di casi. Adesso ci stiamo concentrando molto sull’ex area industriale».

Per scarichi industriali?

«Non necessariamente. Intendo aree come ex Dalmine che prima avevano una piena vocazione industriale e adesso sono in parte artigianali. Abbiamo in programma nelle prossime settimane un’attività di bonifica di aree dove sono stati abbandonati veicoli che diventano poi rifugio di persone. L’amministrazione ci crede e ci sta investendo. Negli ultimi due anni, da quando sono arrivati, abbiamo rimosso quasi duecento veicoli abbandonati».

Siete risaliti anche ai proprietari?

«Sì, c’è sempre un’attività di ricerca del proprietario. Spesso sono aziende o artigiani. Queste cose non possono essere accettate. Vedere abbandoni, anche in zone montane, è veramente assurdo. Io invito sempre i cittadini, se ci sono situazioni macroscopiche o in zone nascoste, di segnalarlo. Sicuramente nel 2024 ci doteremo ance di un drone per il controllo di questo tipo di fenomeno».
 

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