Il Tirreno

L’ok in consiglio

Massa, sì agli ambulatori odontoiatrici nella galleria del centro Mare Monti

di Ivan Zambelli
Massa, sì agli ambulatori odontoiatrici nella galleria del centro Mare Monti

Approvata all’unanimità la bonifica da 11 milioni della Buca degli Sforza

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MASSA. Ambulatori odontoiatrici nella galleria del centro Mare Monti. Con l’adozione del piano di recupero lunedì sera in consiglio comunale il percorso è iniziato, e una volta completato consentirà di realizzare in un locale oggi ad uso commerciale un poliambulatorio da una superficie massima di 500 mq (al momento limitata intorno ai 200 mq), con la possibilità di frazionamenti per un minimo di 20 mq fino un massimo di 13 unità. Questa operazione richiede un cambio di destinazione d’uso in direzionale-di servizio, giacché quella del centro commerciale è appunto commerciale, ma senza incidere sulla funzione primaria del centro commerciale. Si aggiungerà semmai un servizio ulteriore per la collettività, creando posti di lavoro. Ma l’adozione non ha trovato il sostegno delle minoranze, e anzi la discussione si è scaldata, anche per motivi politici. Le opposizioni, almeno quelle di centrosinistra, hanno puntato il dito contro il piano di recupero, soluzione urbanistica per aree abbandonate che la galleria del Mare Monti certo non è; e più in generale sull’assenza di politiche o strategie sul commercio, in assenza delle quali vengono portati avanti solo singoli interventi.
Da qui la contrarietà del Partito democratico e della lista Massa è un’altra cosa, che hanno chiesto allora una revisione degli strumenti vigenti, come il piano strutturale (Ps) o il regolamento urbanistico (Ru). Fatto è che allo stato attuale questa procedura è prevista dal Ru, e tutto era conforme alle leggi. Tant’è, ha risposto l’assessore all’Urbanistica Alice Rossetti, «il piano di recupero lo dobbiamo fare perché scritto nelle norme e non abbiamo scelta. Le obiezioni lasciano perplessi, specie se provengono da chi all’epoca della stesura del Ru aveva un ruolo forte, anche da assessore». In pratica “quelli di prima”, cioè gli ex amministratori di centrosinistra, verso cui diversi consiglieri di maggioranza si sono scagliati per criticarne la contraddittorietà. Ma tra “quelli di prima” c’era anche Simone Ortori, ora capogruppo della lista Persiani sindaco. Che non si è tirato indietro dal rivendicare le scelte inserite allora nel Ru, come quella di far passare in consiglio le proposte di cambio di destinazione d’uso. Poi, sulla pratica in sé c'era poco da dire secondo lui; piuttosto, «ciò che sfugge è che la richiesta nasce dal fatto che in città ci sono tante persone che non hanno soldi per queste cure. Quindi è il privato a dare risposte al posto del pubblico, ed è il vero dramma». «Perché ad aprire uno studio dentistico sarà Emergercy?» gli ha chiesto sarcastico il capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Evangelisti. «Eravamo favorevoli, ma dopo queste uscite non veritiere ci asterremo». La pratica è quindi passata con 21 voti di maggioranza. Ma questa risposta piccata ad Ortori, che fa parte di Azione, è stata una delle tante. Perché oltre alle pratiche del giorno e l'insediamento del neo consigliere comunale Sergio Bordigoni che ha preso il posto dell'assessore Matteo Basteri, un elemento della serata sono state le varie occasioni in cui Fratelli d’Italia e Noi moderati hanno punzecchiato i consiglieri di Azione nella lista Persiani sindaco. Ad esempio questo è avvenuto nella discussione sull’adeguamento del piano triennale delle opere pubbliche, con l’inserimento della bonifica da 11 milioni finanziata dal Pnrr per la della Buca degli Sforza. La pratica ha visto un’approvazione all’unanimità, con 31 voti favorevoli su 31. L’appello era arrivato dal consigliere e segretario comunale di Azione Alfredo Camera, ed è stato raccolto. Non senza precisazioni o rivendicazioni. Ad esempio il consigliere ed ex assessore Marco Guidi (FdI) ha ricordato il lavoro a Massa da parte del centrodestra fin dal 2018 e l’immobilismo dei passati amministratori, aggiungendo che «fino a due mesi dicevate che i soldi del Pnrr sarebbero andati persi. Andatelo a dire a Calenda, che prevedeva un disastro». «Menomale che le stava a cuore la scorsa amministrazione», gli ha replicato Ortori; «pensate se gli stava antipatica», ricordando così la sfiducia a Persiani e la candidatura a sindaco. Ci sono poi state altre scintille, scaramucce tra le righe, ma sembra che una parte delle minoranze voglia non tanto -o non solo- fare opposizione all’amministrazione, ma sopratutto ad alcuni elementi di maggioranza.
 

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