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Agricoltura

Portoferraio, al via una vendemmia “difficile”: «Ma il vino sarà di buona qualità»

di Stefano Bramanti
Portoferraio, al via una vendemmia “difficile”: «Ma il vino sarà di buona qualità»

I viticoltori elbani fiduciosi dopo mesi di lotta contro grandine, afa e cinghiali

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PORTOFERRAIO. Tempi di vendemmia, una fase delicata che svela il risultato di un anno di lavoro dei viticoltori. Un 2023 difficile per le grandinate primaverili e i temporali estivi. La raccolta delle uve in settembre, mentre calure e siccità del recente passate aveva anticipato l'impegno ad agosto. Ancora protagonisti i cinghiali “concorrenti” della vendemmia dell'uomo.

L'agronomo Italo Sapere segnala i danni da peronospora e Marcello Fioretti presidente del Consorzio di tutela dei vini Doc isolani, annuncia comunque vini di buona qualità. «C’è – dice Michele Riformato- chi ha perso il 30% delle uve, noi siamo al - 15%. Ma non ci lamentiamo, la nostra coltura biologica si rimette al volere della natura. Pesa la mancanza di contributi per il nostro settore: lo Stato non ci aiuta, anzi ci danneggia il fatto che per gli interessi di pochi (i cacciatori, ndr) subiamo la costante minaccia degli ungulati. Danni continui e sono aumentati perché non vengono abbattuti abbastanza. Ho rinforzato le recinzioni mettendo alla base l'elettro saldata che costa 2 mila euro a ettaro. Il clima meno positivo della primavera ha inciso. Le nostre tecniche naturali sono state vanificate dal “lavaggio” delle piogge, invece chi non fa il biologico se la cava con certi prodotti». Ed ecco due tenute campesi, La Galea di Marina di Campo, di solo un ettaro, dedita alla produzione del celebre Aleatico Docg di pregio. Il titolare Giuliano Grazzini conferma: «L'acquazzone del 30 agosto ha rischiato di compromette la migliore raccolta, non accadeva da anni. L'uva Aleatico in discrete condizioni, è ora in appassimento». Poi ci siamo rivolti a Cecilia agricola, de La Pila.

«La vendemmia è iniziata i primi di settembre – dice Lorenzo Signorini – siamo al carico grosso di raccolta che dovrebbe durare una decina di giornate. Non tutte le uve sono in condizioni perfette. Va meglio con Ansonica, Moscato e Sangiovese, mediamente sane; altre soffrono un po’ di più come il Vermentino. In ogni caso il vino sarà di buona qualità ma un po’ di bottiglie nuove in meno in cantina». L'azienda produce anche un vino di eccellenza, finalizzato alla solidarietà, chiamato "Altro" per far intendere come si distingua in valore. Fu creato dall'ingegner Giuseppe Camerini, scomparso nel 2021. Un vino realizzato in anfora di ceramica con processi scientifici di rigore e qualità: il 50% del guadagno va in beneficenza alla Onlus Spalti di Pistoia, in favore di ammalati di Sla. Concludiamo con il noto agriturismo Sapereta, prima di Porto Azzurro e Fioretti dell'Acquabona di Portoferraio. «Una vendemmia difficile – dice Sapere – nella mia zona c'era meno uva a causa di una grandinata del 7 aprile che ha danneggiato le viti. Poi maggio e giugno altre piogge, anche deboli, che tenevano bagnate le foglie e il caldo ha fatto sviluppare un fungo, la temuta peronospora: altri danni. Alcuni tipi di vite più resistenti si sono salvate, altre viti meno, come l'Ansonica, ha sofferto di più. Abbiamo ottenuto meno uva ma quella che c'è è molto bella e quindi il vino sarà di qualità». Fioretti conclude ribadendo: «Vendemmia di buona qualità per noi dell'Acquabona e quantità nella media. Abbiamo fatto anche una cernita manuale dei grappoli, per pulire i danni derivanti da un attacco di Tignola in agosto. Ma siamo soddisfatti».

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