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Lavoro in spiaggia

Marina di Carrara, i bagnini “senatori”: in 3 fanno 120 anni in spiaggia. «Ecco come è cambiato il mestiere»

di David De Filippi
Marina di Carrara, i bagnini “senatori”: in 3 fanno 120 anni in spiaggia. «Ecco come è cambiato il mestiere»

Sono Paolo Bernucci, il fratello Guglielmo “Guli” Bernucci e Nicola Gangarossa: «Il cliente più difficile da accontentare è il carrarese medio»

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MARINA DI CARRARA. In tre hanno abbondantemente superato il secolo di attività in spiaggia, guadagnandosi sul campo il titolo di “bagnini-senatori” dell’arenile di Marina di Carrara, vista la lunga esperienza sullo scranno della torretta di avvistamento. Loro sono Paolo Bernucci, il fratello Guglielmo “Guli” Bernucci e Nicola Gangarossa, che assieme sfiorano i 120 anni di lavoro, tra le varie attività svolte fra cabine, ombrelloni e salvataggi in mare. La loro è un’esperienza incredibile, messa al servizio dei bagnanti del litorale apuano e maturata dalla fine degli anni Settanta in avanti. E loro sono tre volti molto conosciuti sul lungomare e ormai entrati di diritto nell'affetto di centinaia di bagnanti, abituati a vederli in servizio da davvero molto tempo.

«Io ho iniziato nel 1976 come assistente bagnino», spiega Paolo Bernucci, da decenni colonna portante del bagno Excelsior. Era l’anno in cui Felice Gimondi vinse il Giro d’Italia e quando Niki Lauda ebbe quello spaventoso incidente, per capirci. «Cominciai al bagno Zazà – rammenta – Poi sono arrivato all’Excelsior nel 1987 e sono ancora qua. Ho cominciato aiutando e imparando dagli altri. Poi sono diventato bagnino e oggi sono “spiaggista”, nuova figura inventata recentemente».

«Il mestiere di bagnino è cambiato tantissimo – nota il fratello Guglielmo Bernucci, che iniziò negli anni Ottanta al bagno Sirena e oggi è “frontman” del bagno Florida – Anni fa eravamo un vero punto di riferimento per le persone. Oggi quel riferimento è venuto a mancare, anche perché i bagnini cambiano frequentemente la postazione e viene meno la familiarità. Prima noi conoscevamo i clienti uno a uno, sapevamo chi era in grado di nuotare o chi era meglio che non si allontanasse troppo dalla riva».

«Io sono partito a lavorare nel 1990 – aggiunge Nicola Gangarossa, dalla sua torretta antistante il bagno Lydia e membro della cooperativa Mare Sicuro – Ho sempre visto Paolo come un maestro, sia per la serietà, che per la professionalità dimostrata quotidianamente. Di lui ho sempre ammirato il sorriso e la positività che sa adoperare ogni giorno. Gli sono grato perché da lui ho imparato tanto di un mestiere che non è facile e dove nelle giornate di mare grosso bisogna sempre essere consapevoli che serve avere attenzione massima: c’è in gioco la vita delle persone. Oltre alla nostra».

Tutti e tre sono anche concordi su un ulteriore aspetto: «Il cliente più difficile è il carrarino – dicono all’unisono – Quello che viene da fuori si accontenta: dove lo metti, sta. I nostri concittadini, invece, sono molto esigenti, perché sono frequentatori abituali e hanno bisogno di attenzioni sempre costanti o addirittura crescenti».

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