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Massa Carrara, assegnate le supplenze annuali ma il 15% sarà da riattribuire: «Ci sono errori nella procedura»

Massa Carrara, assegnate le supplenze annuali ma il 15% sarà da riattribuire: «Ci sono errori nella procedura»

I sindacati segnalano sbagli a causa dell’algoritmo. Dei 735 posti a tempo determinato, 528 sono nel sostegno: «Si preferisce la precarietà alla stabilità»

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MASSA. Sono state assegnate mercoledì le 735 cattedre annuali in provincia, 528 delle quali sono di sostegno. Il punto è che buone parte sarà da annullare e riassegnare per gli errori - o limiti che siano - dell’algoritmo a cui il ministero dallo scorso anno si affida per le convocazioni. E questo nonostante già nel 2022 il sistema, anziché semplificare quella che era l'assegnazione in presenza con una procedura automatizzata online, abbia provocato una valanga di errori, che gli istituti scolastici hanno impiegato mesi a sanare. Quest’anno, stando a una primo, sommario, calcolo, circa il 15 per cento delle cattedre saranno da riassegnare. Ci sono docenti infatti che si sono ritrovati con due cattedre, in particolare quelli che, nel frattempo, avevano vinto il concorso e sono entrati di ruolo.

L’algoritmo

Come funziona la convocazione? L’assegnazione delle supplenze al 31 agosto e al 30 giugno viene adesso effettuato attraverso una procedura informatizzata. Per partecipare alla selezione gli aspiranti (inclusi nelle graduatorie a esaurimento e nelle Gps) devono presentare la domanda online e possono esprime fino a 150 preferenze. Una volta completate le immissioni in ruolo, le scuole indicano all’ufficio scolastico il numero effettivo di posti disponibili in ogni istituzione, distinguendo ovviamente le varie cattedre per tipologia di posto e classe di concorso. A questo punto, nel giorno fissato della convocazione, il sistema (una volta controllate le istanze presentate dagli aspiranti) procede all’assegnazione automatica degli incarichi pescando dalle graduatorie in base alla posizione occupata dai candidati in relazione all’ordine delle preferenze che hanno espresso nella domanda. Prima parte delle Gae, le graduatorie a esaurimento, poi, in caso di mancanza di candidati, alle Gps partendo dalla prima fascia, passando agli elenchi aggiuntivi alla prima fascia, poi secondo elenco aggiuntivo alla prima fascia (dove sono collocati gli aspiranti in prima fascia con riserva in attesa di riconoscimento del titolo di abilitazione/specializzazione conseguito all’estero), e infine alle Gps di seconda fascia. Dopo queste ci sono le graduatorie di istituto.

Le assegnazione

Mercoledì, come detto, sono state assegnate tutte le cattedre che erano rimaste vacanti dalle assegnazioni in ruolo, cioè 735. Molti docenti vengono da fuori provincia. Possibile quindi che rinuncino all’incarico. Ma molti dovranno farlo obbligatoriamente perché a loro era già stata assegnata la cattedra di ruolo. «Hanno sovrapposto una serie di scadenze che hanno creato confusione - spiega Isa Zanzanaini, segretaria Generale della Flc Cgil Massa Carrara -. Hanno voluto fare le convocazioni il 30 agosto perché il ministro voleva dire di aver messo tutti in cattedra il primo di settembre, ma così, come sempre, si sono creati i problemi. Avrebbero dovuto aspettare il 4 settembre. Un candidato infatti poteva aver vinto il concorso ma aver presentato la domanda prima, a luglio. E questo l’algoritmo non lo ha considerato». Anche Carlo Romanelli, della Uil Scuola, parla di «errori e perplessità» nell’assegnazione delle cattedre. Il numero delle cattedre che torneranno vuote ancora non è noto. Lo sarà nei prossimi giorni. Sicuramente entro il 4 settembre, giorno in cui è stata fissata una nuova convocazione.

Il sostegno

A emergere, dai dati, è l’alto numero di cattedre di sostegno. Si parla di supplenze annuali: docenti che seguiranno l’alunno e lo studente disabile solo fino a giugno e poi il prossimo anno, con molto probabilità, non ci sarà più. Non con quello studente almeno. È l’ormai atavico problema della gestione del sostegno in Italia. Sia Flc Cgil che Uil Scuola fanno notare, anzitutto, che i corsi per la specializzazione, quella che danno l’abilitazione al sostegno, sono a numero chiuso. E il numero di docenti che escono formati è sempre inferiore a quello che servirebbe nella realtà. Ma il punto è anche un altro. «Abbiamo anche tanti abilitati -spiega Zanzanaini - che avrebbero potuto insegnare, ma non hanno trovato la cattedra di ruolo perché il ministero ha messo a disposizione pochi posti. Li tengono nell’organico di fatto, preferendo quindi assegnare il sostegno a supplenze annuali che fisse. E avremmo persone anche plurititolate per entrare a scuola, che sono fuori».
 

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