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Carrara, chef e pittore: doppio ruolo di Massimo Bonucelli ora in mostra alla galleria “Come Space art”
Racconta che ha iniziato a esporre nel 1975: «Sono un autodidatta, con stile particolare che ho voluto chiamare “instintive art”, mentre lavoro c’è l’ispirazione e parte l’input
Carrara Fra colori, sapori e profumi, Massimo Bonucelli è stato definito da alcuni “l'oste tosto”. “Osti tosti” è il locale che dirige insieme alla sua socia la chef Manuela Valsega. A tavola portano specialità enogastronomiche “made in Bonucelli”, nate dall'estro, dalla ricerca e dall'amore verso il territorio apuano. Recentemente i due chef hanno aderito alla Notte bianca dove i “Taiàrìn 'ntì fajòli” hanno accontentato i palati.
Massimo Bonucelli è un personaggio poliedrico. Inizia a muoversi nel mondo del lavoro da adolescente, a 15 anni, come pasticcere alla pasticceria San Marco ad Avenza, poi approda in Francia come apprendista, incontra Paul Bocouse, uno dei più grandi chef del XX secolo. Compra il Bar Europa a Carrara e negli anni Ottanta fa conoscere ai suoi cittadini gli happy hour, quando, come ci riferisce lo chef, nessuno conosceva questo modo di fare l'aperitivo. Gestisce il ristorante del Club Nautico di Marina di Carrara e nel suo percorso è stato rappresentante di categoria come coordinatore del comparto alimentare del Cna.
La sua è una vita ricca di stimoli ed esperienze che traduce nella cucina e di pari passo nella sua arte, un modus operandi materico e ricercato.
Che tipo di artista è Massimo Bonucelli?
«Ho iniziato a esporre nel 1975. Sono un autodidatta, il mio è uno stile molto particolare. L'ho voluto chiamare “instinctive art”, perché nasce d'istinto, mentre lavoro c'è l'ispirazione e parte l'input. Uno dei miei quadri non è fine a se stesso, dentro puoi trovare altri quadri contenuti dentro la tela. Figure che camminano dentro le tele, nati da un lavoro grafico. Tratto il supporto con la tempera che si usa per i muri, stratifico con varie tecniche, impiego molto tempo per lavorare le tele, uso anche il grassello, una tecnica del 500. Ho fatto ricerca di quelle tecniche pittoriche in quel periodo. Adopero anche olio, gessi, ci metto di tutto, il mio genere è unico al 100%».
Massimo Bonucelli chef o artista, in quale veste si sente più a suo agio?
«La cucina come l'arte per me sono hobbies, ho questo tipo di approccio libero e positivo alla vita e alla mia professione. Vivo in questo mondo di colori, profumi, creazioni. Nel 1979 in Francia avevo portato da Carrara il lardo, così inventai il gamberone al lardo, una ricetta di cui vado fiero. Le mie opere, invece sono state esposte a Marina di Carrara in una galleria d'arte frequentata da personalità del mondo dell'arte, c'era anche un'opera di Cascella in esposizione. Alcune delle mie opere si trovano in collezioni in Sud America e in parlamento. Paola Galeotti, una gallerista ha curato le mie mostre e pubblicazioni. Ho collaborato per un progetto con Andrea Lugarini e Raul Bertagnini, insieme a Graziano Guiso, pittore, Enzo Tinarelli, il mosaicista. Sono molto soddisfatto di essere stato coinvolto con loro».
La sua recente mostra è stata inaugurata con la Notte Bianca, come sta andando?
«I ragazzi della galleria Come space art, sono cinesi, hanno deciso di dedicarmi una mostra, sono rimasti entusiasti della mia arte. Nel mio studio arrivano spesso clienti per comprarmi quadri. I visitatori sono tanti. Devo portare due delle mie ultime opere in galleria. A volte cambio stile, ma la mano resta la stessa, un segno incisivo con uno stile raffinato».
Quale creazione culinaria la rappresenta anche sotto una veste artistica?
«Le lasagnette di mare, è stato pubblicato anche sulla guida De L'Espresso, e ho inventato io il pesto con erbe spontanee come si facevano una volta, la pasta bianca è molto fine, poi aggiungo calamari, pomodoro, parmigiano o grano padano. Ma anche i taglierini nei fagioli. Piatto che non ha grassi animali aggiunti, il taglierino accomuna tutte le religioni, lo possono mangiare tutti».
Sta già pensando a realizzare l'opera della sua vita o l'ha già creata?
«L'opera della mia vita è la vita stessa. Ogni giorno crei qualcosa, lo fai con amore. Ho tutta questa creatività, non solo nell'arte. In cucina studiamo tutti i particolari anche quello che sembra spontaneo, con la mia socia. Forse è un mondo di follia, c'è chi lo fa per soldi e chi lo fa col cuore, noi lo facciamo col cuore, dalla mattina alla sera».l
Manuela Orsini Merani
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