Massa, volontari della Pubblica assistenza aggrediti durante un servizio
Erano intervenuti chiamati da una donna che era stata picchiata dal figlio
MASSA. Quando hanno ricevuto la chiamata, non sapevano che avrebbero trovato un paziente psichiatrico e violento. Pensavano in un intervento di routine da codice giallo, così era partita solo l’ambulanza con giovani volontari a bordo. Ma una volta arrivati sul posto, hanno trovato una donna, che era appena stata picchiata dal figlio e non sapeva più come calmarlo. Era fuori di sé.
La donna, peraltro, aveva già un braccio ingessato che, stando a quanto ricostruito, le sarebbe stato rotto proprio dal figlio.
E una volta scesi, anche i volontari sono stati aggrediti. Il team leader è stato preso a spintoni e a calci. Si sono dovuti tutti nascondere dentro una stanza dell’albergo in attesa dei soccorsi. Da lì dentro, i volontari della Pubblica assistenza di Marina di Massa hanno attivato il protocollo che si attiva in questi casi.
E in un lampo sono arrivati le pattuglie dei carabinieri e anche l’automedica.
L’aggressore, un quarantenne, è stato portato all’ospedale, come la madre e i volontari della pubblica assistenza. Alle due ragazze sono stati dati cinque giorni di prognosi, per lo spaventi, al ragazzo, il team leader, otto giorni. I volontari sono stati poi in caserma per la denuncia del caso. Il punto è che non è la prima volta.
Le aggressioni sono in aumento. A dirlo è anche Gianni Tonazzini, referente Pubblica Assistenza Marina di Massa. «Bisogna intervenire perché le aggressioni sono sempre più frequenti – dice -. Come possiamo invogliare giovani a non andare a bere in giro la notte per fare volontariato se poi quando sono in servizio vengono picchiati? Chi glielo fa fare? È un dolore immenso, perché sono persone che ci mettono il cuore e vengono ripagate così. Non è giusto».
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