Il Tirreno

Il caso

Biberon vietato nell’ospedale di Massa: «Allattare al seno non deve diventare una imposizione»

di Alessandra Vivoli
Biberon vietato nell’ospedale di Massa: «Allattare al seno non deve diventare una imposizione»

L’intervento dell’europarlamentare Susanna Ceccardi: «Per le donne deve essere sempre una libera scelta»

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MASSA. Continua a far discutere la vicenda (riportata dal Tirreno) del fiocco della nascita con un piccolo biberon che una giovane neo mamma ha dovuto togliere dalla camera di ospedale. Le è stato “ordinato” di rimuovere l’oggetto in legno (un piccolo cavalluccio dipinto a mano legato con un fiocco azzurro) perché non in linea con il protocollo Unicef sull’allattamento al senso. Una vicenda su cui adesso interviene anche la politica. E sulla quale arrivano nuove testimonianze di mamme che parlando di eccessiva rigidità nel reparto maternità del Noa.


Susanna Ceccardi
«Quanto accaduto al Noa di Massa è uno spiacevole incidente di percorso che mi auguro non si ripeta mai più». Comincia così la nota dell’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi. «Un semplice dono, un’innocente testimonianza di affetto non può e non deve essere vietato per eccesso di zelo dal pur ottimo personale ospedaliero – continua la Ceccardi – La nascita di un bambino è un evento talmente prezioso e importante che dovrebbe far passare in secondo piano qualsiasi regolamento, anche quando questo si ispira a principi generalmente condivisibili».
La nota inviata da Susanna Ceccardi si chiude con un riferimento personale, non da politica ma soprattutto da madre.
«Sono mamma – chiude il suo intervento sul “caso” Noa la europarlamentare della Lega – ho allattato al seno fin quando mi è stato possibile ma questa per le donne deve essere sempre una libera scelta e non un’imposizione.

Le testimonianze
Il caso della mamma, costretta a rimuovere il fiocco della nascita con il biberon dalla camera del Noa, è stato commentato da altre mamme. E sono emerse anche alcune testimonianze. Una giovane mamma ha scritto:
«Veramente delusa, ho partorito un anno fa al Noa venendo da fuori provincia a perché non mi fidavo del mio ospedale – scrive la mamma 26enne intervenendo sul “caso” biberon – Ho fatto 4 giorni di pianto, il mio bimbo non si attaccava e piangeva tutta il giorno, mi hanno stremato. Mi avessero solo detto guarda ha fatto un brutto calo di peso vuoi dargli un po' di artificiale?»
L’azienda Asl, lo ricordiamo in una nota ha precisato che tempo, «da quando l'ospedale di Massa si è accreditato come ospedale Unicef Amico dei bambini, anche per i materiali destinati ad essere esposti nei locali dei reparti esistono delle precise linee di condotta, che prevedono anche la raccomandazione a veicolare messaggi che siano coerenti con le indicazioni Unicef, tra cui quella di promuovere l'allattamento al seno».



 

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