Italia
Massa, tutti pazzi per l’estate al camping: «Non chiamatela vacanza low cost»
Chi la sceglie non lo fa per risparmiare ma per avere più libertà di movimento
MASSA. C’è un altro turismo che investe la costa apuana in piena estate e che non è fatto solo di case al mare, alberghi o bed & breakfast: ma, piuttosto, di camping. Lontano ormai dall’idea di vacanze low cost, il camping risponde a una nuova idea di turismo itinerante e green, che dà la possibilità ai vacanzieri di affittare bungalow, installare tende, posteggiare roulotte o camper anche per brevi periodi di tempo e fare così più tappe. Alla Partaccia c’è storicamente una delle zone camping più diffuse d’Europa e i numeri lo confermano.
Chi sono gli ospiti
«A luglio abbiamo avuto un discreto andamento e per agosto le prenotazioni sono molto buone – valuta Matteo Tarabella, presidente dell’Ageparc – Associazione Campeggi Massa – I nostri ospiti rappresentano diverse tipologie di vacanzieri: si va dai clienti abituali che scelgono le nostre strutture da 40 anni, a quelli di passaggio con camper o caravan, che sostano appena il tempo di vedere la zona e ripartono. Ci sono quelli che affittano i bungalow per una-due settimane e c’è qualcuno che usa ancora le classiche tende, anche se sono pochi». «In prevalenza si tratta di famiglie, spesso nonni con nipoti. Alcuni campeggi hanno convenzioni con gli stabilimenti balneari e offrono un pacchetto di soggiorno. Vorrei ricordare – aggiunge – che alla Partaccia abbiamo ancora una striscia di spiaggia libera, pulita e sorvegliata personalmente da noi dell’Ageparc, nonché una pineta che mettiamo a disposizione per chi vuole realizzare eventi».
Gli arrivi dall’estero
Riguardo alla presenza di stranieri, «direi che è molto buona – nota Tarabella – e quest’anno ne contiamo più di quelli che soggiornavano qui prima della pandemia da Covid». Se gli italiani arrivano da Toscana, Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna, gli stranieri provengono principalmente da Svizzera, Germania, Nord Europa.
L’accoglienza: cosa va
E vediamo quanto può risultare accogliente la zona, al di là delle strutture. «L’Amministrazione comunque ha provveduto a sistemare l’illuminazione – dice il presidente dell’Ageparc – ha ripristinato la guardia medica turistica, qualcosina è stato fatto sul fronte delle asfaltature. Noi – aggiunge – facciamo sicuramente molto anche da soli, collaborando con Asmiu; manteniamo anche la beach arena con i campi di pallavolo e da calcio. La collaborazione con Autolinee Toscane per l’autobus notturno Marina di Carrara-Viareggio, poi, è stata provvidenziale per i ragazzi dei campeggi».
Cosa manca ancora
«Resta ancora la questione annosa del mercatino». E non solo: «La mancanza più grande, richiesta a gran voce dai turisti specie nordeuropei, è la mancanza di piste ciclabili, per quella mobilità leggera a cui sono abituati (bici elettriche, bike sharing, monopattini), alla luce anche della via delle Pinete trafficata e dei marciapiedi messi male».
I gruppi
Un’idea di turismo ancora diversa è quella offerta dalla Verve nel complesso Torre Fiat. Il vicepresidente Doriano Cranco è soddisfatto della pianificazione turistica per le quattro strutture realizzate nella storica colonia. «Noi programmiamo molto tempo prima. La nostra clientela è quella legata ai gruppi: partiamo col turismo sportivo, poi in maggio quello religioso, fino al 24 luglio tornei di basket importanti, poi le famiglie, le società di ginnastica e altri gruppi (congressuali e scolastici). Da ottobre fino a maggio, ospitiamo le scuole del progetto Scuola Natura di Milano che consente agli studenti di integrare percorsi storico-naturalistici in alcune case vacanze. Le prenotazioni sono ottime per tutto l’anno. Gli stranieri – conclude Cranco – sono soprattutto francesi. E i flussi sono principalmente del nord Italia».
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