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Massa, tutti pazzi per l’estate al camping: «Non chiamatela vacanza low cost»

di Daniela Marzano
Massa, tutti pazzi per l’estate al camping: «Non chiamatela vacanza low cost»

Chi la sceglie non lo fa per risparmiare ma per avere più libertà di movimento

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MASSA. C’è un altro turismo che investe la costa apuana in piena estate e che non è fatto solo di case al mare, alberghi o bed & breakfast: ma, piuttosto, di camping. Lontano ormai dall’idea di vacanze low cost, il camping risponde a una nuova idea di turismo itinerante e green, che dà la possibilità ai vacanzieri di affittare bungalow, installare tende, posteggiare roulotte o camper anche per brevi periodi di tempo e fare così più tappe. Alla Partaccia c’è storicamente una delle zone camping più diffuse d’Europa e i numeri lo confermano.

Chi sono gli ospiti

«A luglio abbiamo avuto un discreto andamento e per agosto le prenotazioni sono molto buone – valuta Matteo Tarabella, presidente dell’Ageparc – Associazione Campeggi Massa – I nostri ospiti rappresentano diverse tipologie di vacanzieri: si va dai clienti abituali che scelgono le nostre strutture da 40 anni, a quelli di passaggio con camper o caravan, che sostano appena il tempo di vedere la zona e ripartono. Ci sono quelli che affittano i bungalow per una-due settimane e c’è qualcuno che usa ancora le classiche tende, anche se sono pochi». «In prevalenza si tratta di famiglie, spesso nonni con nipoti. Alcuni campeggi hanno convenzioni con gli stabilimenti balneari e offrono un pacchetto di soggiorno. Vorrei ricordare – aggiunge – che alla Partaccia abbiamo ancora una striscia di spiaggia libera, pulita e sorvegliata personalmente da noi dell’Ageparc, nonché una pineta che mettiamo a disposizione per chi vuole realizzare eventi».

Gli arrivi dall’estero

Riguardo alla presenza di stranieri, «direi che è molto buona – nota Tarabella – e quest’anno ne contiamo più di quelli che soggiornavano qui prima della pandemia da Covid». Se gli italiani arrivano da Toscana, Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna, gli stranieri provengono principalmente da Svizzera, Germania, Nord Europa.

L’accoglienza: cosa va

E vediamo quanto può risultare accogliente la zona, al di là delle strutture. «L’Amministrazione comunque ha provveduto a sistemare l’illuminazione – dice il presidente dell’Ageparc – ha ripristinato la guardia medica turistica, qualcosina è stato fatto sul fronte delle asfaltature. Noi – aggiunge – facciamo sicuramente molto anche da soli, collaborando con Asmiu; manteniamo anche la beach arena con i campi di pallavolo e da calcio. La collaborazione con Autolinee Toscane per l’autobus notturno Marina di Carrara-Viareggio, poi, è stata provvidenziale per i ragazzi dei campeggi».

Cosa manca ancora

«Resta ancora la questione annosa del mercatino». E non solo: «La mancanza più grande, richiesta a gran voce dai turisti specie nordeuropei, è la mancanza di piste ciclabili, per quella mobilità leggera a cui sono abituati (bici elettriche, bike sharing, monopattini), alla luce anche della via delle Pinete trafficata e dei marciapiedi messi male».

I gruppi

Un’idea di turismo ancora diversa è quella offerta dalla Verve nel complesso Torre Fiat. Il vicepresidente Doriano Cranco è soddisfatto della pianificazione turistica per le quattro strutture realizzate nella storica colonia. «Noi programmiamo molto tempo prima. La nostra clientela è quella legata ai gruppi: partiamo col turismo sportivo, poi in maggio quello religioso, fino al 24 luglio tornei di basket importanti, poi le famiglie, le società di ginnastica e altri gruppi (congressuali e scolastici). Da ottobre fino a maggio, ospitiamo le scuole del progetto Scuola Natura di Milano che consente agli studenti di integrare percorsi storico-naturalistici in alcune case vacanze. Le prenotazioni sono ottime per tutto l’anno. Gli stranieri – conclude Cranco – sono soprattutto francesi. E i flussi sono principalmente del nord Italia».

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