Il Tirreno

L’intervista

Zeri: natura da vivere a 360 gradi. Petacchi: «Ma la viabilità è da migliorare»

di Alessandra Vivoli
Il sindaco Cristian Petacchi al festival Atlas e il Passo Due Santi
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Il sindaco Cristian Petacchi al festival Atlas e il Passo Due Santi

Intervista- bilancio con il sindaco Cristian Petacchi rieletto primo cittadino nel 2017: «Con il festival Atlas abbiamo portato in paese duemila persone, da tutta Europa»

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ZERI. La vicenda (una autentica tragedia sfiorata) del bus degli studenti volato nella scarpata, giusto un mese fa. E la reazione del Comune, della comunità intera che è riuscita a fare “quadrato”.

L’amore per il territorio e i progetti messi in campo per renderlo più appetibile per i turisti e per coloro che vorranno investire e credere nelle potenzialità del Comune di Zeri: un territorio che in inverno non raggiunge il migliaio di abitanti per raddoppiarli (e anche qualcosa in più) in estate.

Parte da qui l’intervista con Cristian Petacchi, sindaco di Zeri, rieletto nel 2017 per il secondo mandato. Una lunga chiacchierata utile anche per fare un bilancio della sua attività amministrativa.

Sindaco cominciamo da un fatto recente: la strage sfiorata, il bus finito nella scarpata alla fine di maggio.

«È stata una vicenda che ha lasciato il segno: proprio per aiutare chi è rimasto coinvolto (sono stati 16 i feriti, per fortuna nessuno in modo grave ndc) abbiamo convocato già due incontri, a sette e 14 giorni, con le famiglie e i ragazzi che viaggiavano sul bus. Per ogni passeggero c’è un percorso sanitario specifico, ancora in corso. Ci siamo rivolti a un avvocato che ci sta assistendo in questa delicatissima fase».

Per quel che riguarda i risarcimenti?

«Autolinee Toscana ha nominato un liquidatore: stanno arrivando i certificati medici, insomma la vicenda non è ancora definita».

Questo dell’incidente bus è stato uno dei momenti più complicati vissuti come sindaco?

«Come momento peggiore, ma lo è stato a livello planetario, metto quello della pandemia. È stato un periodo davvero complicato ma come comunità siamo riusciti a fare quadrato e a superarlo: i servizi essenziali non sono mai venuti meno grazie ai nostri commercianti e alla rete dei volontari».

Dalle criticità ai progetti. Come è cambiato Zeri in questi anni?

«Cominciamo col dire che il nostro Comune ha mantenuto molto forti le radici: chi è andato via per lavoro ha sempre mantenuto, generazione dopo generazione, le case estive in paese. Qui ci sono anche tanti stranieri che apprezzano come si vive: non dimentichiamo che qui si può praticare sport 365 giorni l’anno.

Dal rafting allo sci, passando per il trekking. Le potenzialità sono davvero tante. Come amministrazione abbiamo creato un campo polivalente in erba sintetica, quattro nuovi parchi giochi attrezzati anche per i pic-nic. Abbiamo ripulito le strade forestali con investimenti che sfiorano il milione di euro».

Il paese offre anche un cartellone importanti di eventi estivi.

«Abbiamo cominciato con il festival Atlas: un autentico evento con dj set, stage: sono arrivati a Zeri un centinaio di artisti e hanno partecipato duemila persone da tutta Europa. Un successo di cui sono molto orgoglioso.

Oltre al festival Atlas, concluso nelle scorse settimane, ci sono altri appuntamenti: ad esempio la festa del cavallo (a fine agosto) che quest’anno ha visto il Comune entrare a far parte del comitato. Un’altra bella festa è quella della Madonna degli alpini, sempre nel mese di agosto: a questi eventi si aggiungono le sagre e le varie feste che animeranno l’estate».

Le note positive sono tante. Qualche criticità da superare?

«Il principale nodo da sciogliere è quello della viabilità: noi abbiamo fatto grandi sforzi nelle strade comunali. È necessario sistemare l’intera viabilità per rendere il nostro paese ancora più accessibile».




 

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