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Albo d’oro per le colline del Candia: Il Pertè vince il premio Città del vino
Un’etichetta dell’azienda di Pietro Mosti porta lustro a Massa e a tutta la zona
MASSA. La gran medaglia d’oro del premio Città del vino verrà consegnata, in Campidoglio a Roma il 7 luglio, all’azienda agricola Aurora di Francesco, ma anche alla città di Massa. Si tratta di un concorso enologico internazionale, che ogni anno premia le aziende vitivinicole e i loro vini, ma anche i Comuni dove queste operano, e per questo dovrebbe fare rotta su Roma anche il sindaco Francesco Persiani.
Si apre dunque un altro palcoscenico per il Candia, che dimostra che i Colli Apuani non sono secondi a quelli limitrofi, ma iniziano a essere apprezzati anche sul mercato. L’azienda vincitrice è di Pietro Mosti, proprietario del ristorante il Gallo e vicepresidente del consorzio Candia. Il vino premiato si chiama Pertè: ciò deriva, racconta Mosti che in azienda fa anche la parte dell’enologo e seleziona le etichette, «da un tipo di vino negli anni abbandonato, perché originariamente prodotto con metodi antiquati, e che restituiva un odore sulfureo e non gradevole al palato». Poi, «lavorando su questo incontro tra tradizione e innovazione, lo abbiamo “risistemato” e abbiamo iniziato a commercializzare».
Proviene dal vitigno barsaglina, e il nome è una dedica al padre Francesco, scomparso qualche anno fa. Questa bottiglia e altre hanno superato diversi concorsi, come il campionato mondiale di vini “estremi”, ovvero quelli prodotti in zone impervie, come il Candia, caratterizzate dai terrazzamenti che richiedono un lavoro manuale e tante ore di lavoro, circa 1. 500 rispetto alle 350 dei vitigni in piano. «Ciò comporta spese maggiori, ma i risultati stanno arrivando, e non solo per noi ma anche per le altre aziende. Io ho solo provato a fare da apripista».
L’avventura dell’Aurora di Francesco parte nel 2003, e all’epoca vendeva vini sfusi. «Poi abbiamo iniziato a etichettare, e a oggi produciamo in media 40mila bottiglie oltre al vino sfuso, per diverse tipologie. In gran parte vermentino, bianco e nero, ma anche rosato. Vini Doc e Igt (indicazione geografica tipica) , e stiamo lavorando per ottenere il Docg (denominazione di origine controllata e garantita) per i vermentini».
Tantissimi sono i concorsi vinti, nazionali e internazionali: il Pertè ha vinto l’oro a Berlino nel 2019, così ha fatto il Pozzoalto nel 2021. Il Massetano è stato miglior vermentino del 2020, due sono state le medaglie d’oro a Cagliari 15 giorni fa, sempre con due vermentini. Non si contano i tanti ori e argenti ai mondiali dei vini estremi. «Si ma è arrivato terzo in una selezione di oltre 24 mila bottiglie».
«Il Candia fino a qualche anno fa – spiega Ignazio Billera, responsabile commerciale – era difficile da inserire, anche nei ristoranti della zona. C’era l’idea che fosse legato alle metodologie delle “vecchie” generazioni, e a tratti snobbato. Ora è cresciuta la richiesta, e già diversi ristoranti della costa li hanno sulla carta. Stanno arrivando in Versilia, qualcosa addirittura in Giappone».
«Ora arriva questo nuovo premio, il Città del vino, e che riconosce tutto il Candia – continua – Stiamo cercando di valorizzare questo colle e questi paesaggi, oltre che la nostra viticoltura. Come detto dal consigliere comunale Filippo Badiali, «queste zone sono state trascurate, nonostante il grande valore: da questi colli con il Libeccio o il vento di Tramontana si vede la punta della Corsica. Spesso le persone vanno in vacanza a Bolgheri, ma le nostre zone non sono da meno. Basta farle conoscere».
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