Il Tirreno

Pianetà sanità

Monoblocco, l’Asl rassicura, si va a un orario prolungato

di Massimo Braglia
Monoblocco, l’Asl rassicura, si va a un orario prolungato<br>

Il Comitato attacca e Musetti (Pri): difficile oggi avere fiducia

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CARRARA. Scetticismo, disincanto. Anzi: pessimismo. Livello di affidabilità assegnato alle parole dei vertici dell’Asl: poco, quasi niente. Questi i sentimenti di fondo emersi nel consiglio comunale (nel momento in cui scriviamo, partiva la discussione per le due mozioni presentate da maggioranza e opposizione, di cui scriveremo nell’edizione di domani), sentimenti sintetizzati da Alberta Musetti del Pri: «Difficile avere fiducia».

Il dato di fatto è che la città ormai crede pochissimo alle promesse di chi gestisce la sanità. Lo premette il presidente del consiglio Cristiano Bottici, Pd, nell’aprire i lavori: «Sono anni che si parla della scuola infermieri a Carrara, idem della Rsa di Fossone, e dal 2019 della costruzione della palazzina a fianco al monoblocco. Per usare un paragone calcistico, la sfortuna si è accanita, ma anche l’arbitro non ha dato una mano». L’arbitro, ovviamente, è l’Asl.

Asl schierata al top: la direttrice generale Maria Letizia Casani, il direttore dei presìdi Giuliano Biselli, la direttrice di distretto Monica Guglielmi, l’ingegner Simoncini. Nel pubblico, i rappresentanti dei comitati, i sindacati, che hanno preso la parola.

La sindaca

La sindaca Serena Arrighi ha spiegato che la costruzione a fianco di una nuova palazzina è già in una fase di progettazione avanzata, e che quanto alla gestione di questa fase di emergenza «le indicazioni che ci sono arrivate dall'Asl prevedono il mantenimento al Monoblocco, negli ex locali del pronto soccorso, dell'oncologia allungando l'orario delle prestazioni: da 8-15 a 8-17. A Monterosso resteranno anche le cure palliative, l'anestesia e l'ambulatorio cardiologico, che sono funzionali alle prestazioni sanitarie per i pazienti oncologici. Sempre a Monterosso resteranno anche tutti i servizi ambulatoriali una parte dei quali saranno trasferiti nella palazzina H e gli altri in strutture prefabbricate che saranno collocate nel parcheggio lato Sarzana. Saranno invece trasferite al Noa tutte le attività chirurgiche a cominciare da oculistica e dermatologia. Quanto infine alle cure intermedie ho avuto precise rassicurazioni da parte della Regione perché queste possano trovare posto a Fossone nella struttura inizialmente pensata per una nuova Rsa», dove i posti potrebbero diventare quaranta dagli attuali 20, obiettivo raggiunto grazie alla Asl e alla Regione. Ha inoltre chiesto un cronoprogramma e un protocollo d’intesa di garanzia per l’oggi e per il futuro.

Le rassicurazioni Asl

La direttrice generale Maria Letizia Casani ha insistito nel rassicurare che non c’è nessuna intenzione di depotenziare una struttura per la quale ci sono disponibili 14 milioni di euro, in due tranche: la nuova palazzina, che dovrà essere pronta entro il 2017, porterà i metri quadrati da 8mila a 12mila. «Crediamo molto al Monoblocco e lo dimostreremo».

Biselli: orario prolungato

Il dottor Giuliano Biselli ha spiegato che i gruppi di lavoro si stanno adoperando per organizzare i trasferimenti e la nuova organizzazione, il Monoblocco si organizzerà per essere operativo fino alle 18. Alle sale operatorie del Noa andranno i circa 8 mila interventi garantiti oggi dal Monoblocco, 5mila di oculistica, 2 mila di dermatologia, un migliaio di altro.

Il comitato all’attacco

Il Comitato primo soccorso è stato molto incisivo e duro nel suo intervento letto da Paolo Biagini. Oltre a chiedere garanzie vere, e non più solo promesse disattese da anni, ha ribadito le domande chiave, tra cui quella ancora senza risposta: chi e perché ha fatto la segnalazione ai vigili del fuoco? Perché la sindaca solo oggi informa la cittadinanza di avere quei verbali, quelle prescrizioni? Cosa dicono?». «Qui stiamo parlando del futuro della Sanità pubblica territoriale, che non può essere fagocitata dalla Sanità privata», ha detto fra l’altro, ricordando anche la grave penalizzazione subita da Carrara.

Del Vecchio (Cgil)

Nicola Del Vecchio, nel suo excursus, ha osservato fra l’altro: «Non possiamo ignorare i rischi che possono derivare da questa riorganizzazione, non solo per i lavoratori diretti della Asl che si troveranno costretti a veder rimodulate le proprie attività, ma anche e soprattutto per i lavoratori e le lavoratrici del sistema degli appalti, penso alle pulizie, agli operatori del parcheggio, alla mensa, al cup. Nessun posto di lavoro può essere perso, così come nessun servizio alla cittadinanza può essere ridotto. Chiediamo pertanto la sottoscrizione di un protocollo vincolante fra tutte le istituzioni».

Vannucci e il Noa

Nel suo intervento, Andrea Vannucci, ha sostenuto che di fatto il Noa sta diventando quello che doveva essere il Monoblocco, perché le operazioni chi può permetterselo va altrove, a partire da Cisanello. E ha espresso pessimismo sulle possibilità che davvero in futuro Dematologia e Oculistica tornino qui, in un Monoblocco che, ha ricordato, si voleva abbattere. «Ma era il 2019, e dopo quattro anni non c’è ancora il progetto della palazzina...». E alla sindaca ha detto: «Non si fidi più... Dei soldi promessi, quanti ne avete visti spendere qui?». Filippo Mirabella da parte sua si è chiesto come sia stato possibile che in tutto questo tempo i tecnici Asl non si siano accorti delle mancanze segnalate dai vigili del fuoco. Secondo Matteo Martinelli addirittura si sta celebrando la chiusura del Monoblocco. Alberta Musetti, del Pri, come accennato, ammette: «Non posso non rilevare come Carrara sia il fanalino di coda nel sistema regionale rispetto alle altre città. Basti vedere il distretto di Marina di Carrara, o la scuola infermieri. Tutte le amministrazioni hanno da rimproverarsi, compresa la Regione. Difficile avere fiducia, l’azienda e la Regione devono fare di più per difendere l’eccellenza Monoblocco e i suoi lavoratori. Bisogna mostrare il coraggio di ammettere gli errori del passato, e il rispetto per impegni presi e per tutta la città».



 

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