Il Tirreno

La sentenza

Massa, fa gare sportive durante la malattia: condannato un carabiniere. Dovrà risarcire l’Arma

di Melania Carnevali
Massa, fa gare sportive durante la malattia: condannato un carabiniere. Dovrà risarcire l’Arma

Il militare ha presentato certificati da aprile ad agosto del 2016: dovrà restituire circa 8.000 euro a titolo di danno patrimoniale diretto per le ore retribuite e non lavorate e di danno da disservizio

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MASSA. Ha partecipato a gare sportive durante il periodo di malattia. E, secondo la corte dei conti, ha provocato un danno erariale all’Arma dei carabinieri. Per questo Rosiello Errico, 42 anni, all’epoca dei fatti militare in servizio alla stazione di Marina di Massa è stato condannato a risarcire alla forza armata 8. 822, 61 euro a titolo di danno patrimoniale diretto per le ore retribuite e non lavorate e di danno da disservizio.

I fatti risalgono al 2016. Dal 26 aprile al 23 agosto, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, il carabiniere ha presentato certificati di malattia per «encefalo-brachialgia, dorso-lombalgia acuta, cervicalgia acuta e parestesia degli arti superiori e inferiori, nonché rigidità del tratto cervicale in un quadro di severa contrattura dei muscoli paravertebrali». Ma in quello stesso periodo avrebbe partecipato a una serie di gare sportive «incompatibili – si legge nella sentenza della corte dei conti -con le lamentate sofferenze e dimostrate da documentazione fotografica, documentale e testimoniale».

L’uomo, per questo, nel 2019 è stato condannato in sede penale dal tribunale militare di Napoli a otto mesi di reclusione (con pena accessoria della rimozione) per simulazione di infermità continuata aggravata. La corte militare di appello ha poi confermato la sentenza. Adesso arriva dunque anche la condanna della corte dei conti secondo cui «è giudizialmente acclarato che Rosiello ha dichiarato patologie inesistenti o esistenti in modo molto lieve e, comunque, non tale da impedire l’attività lavorativa, al fine di assentarsi dal lavoro. È, altresì, acclarato che avrebbe indotto in errore i medici curanti con le false attestazioni di tali infermità, ottenendo i certificati di malattia, ma nei periodi di assenza dal lavoro prescritti risulta aver ripetutamente partecipato a gare sportive incompatibili con la dichiarata infermità».

Non solo. Secondo i giudici contabili ci sarebbe prova anche del dolo. «Infatti – dicono -, Rosiello risulta avere intenzionalmente ingannato i medici curanti in ordine alla gravità della sintomatologia lamentata, che ha portato all’emissione di una serie di certificati medici che prescrivevano riposo e cure sulla base della ritenuta inidoneità al lavoro e all’attività fisica, ma, in realtà al fine di utilizzare i periodi di assenza dal lavoro per la preparazione fisica e la partecipazione ad una serie di gare sportive». È evidente, dice la corte dei conti, «che il convenuto non poteva non essere pienamente consapevole della propria condotta contra ius, come non poteva non essere consapevole delle conseguenze nell’attività della stazione dei carabinieri determinando un danno da disservizio». Il danno è stato «correttamente» quantificato dalla Procura erariale in un importo pari alle somme percepite dall’uomo a titolo di retribuzione nel periodo di malattia (7. 827, 97 euro) più la somma del danno da disservizio procurato dal convenuto come conseguenza delle assenze ingiustificate (994, 64 euro) .

 

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