Italia
Spara all’ex moglie e si suicida, i figli di Maurizio Beghè: «Adesso hai trovato pace»
Sabrina e Mirco Beghé raccontano: «Si trasferì a Como per amore e per 22 anni tutto è filato liscio, poi la vita è cambiata». Fissata l’autopsia sul 62enne
CARRARA. Quando hanno saputo quello che era appena successo, si sono sentiti persi in un silenzio che non finiva più. È successo davvero, si sono chiesti. Sapevano che il padre era finito in depressione dopo la separazione dalla compagna e a maggior ragione dopo la decisione del giudice di allontanarlo dalla casa per due episodi di violenza denunciati dalla donna. Ma la realtà ha superato di gran lunga la loro immaginazione. «Noi auguriamo a nostro padre di aver trovato finalmente la pace e la serenità che cercava da tempo e che possa vegliare su tutti e quattro i suoi figli, nonostante tutto», dicono a Il Tirreno Sabrina e Mirco Beghé, figli di Maurizio, il 62enne originario di Carrara che venerdì pomeriggio si è suicidato nella casa dove viveva fino a poco tempo prima, a Inverigo, in provincia di Como, dopo aver sparato anche alla ex compagna davanti alle figlie piccole. Un colpo che le ha solo sfiorato lo zigomo sinistro. Semplice fortuna, secondo gli inquirenti, per cui i bimbi non sono mai stati un obiettivo dell’uomo ma lei sì.
La sua rabbia nei confronti della donna l’aveva scritta anche sui social. Lì aveva annunciato pure il suo suicidio. «Addio amici e non, conoscenti e non – aveva scritto il giorno prima -. Non mi vedrete più né su Facebook né da altre parti. Spero che qualcuno ogni tanto mi ricordi. Vi voglio bene». Un messaggio che ha smosso parenti e amici. Tutti a scrivergli di non farlo, di pensare ai figli, di realizzare che prima o poi il dolore passa. Ma lui era irremovibile. «Il cervello è stanco e vuole spegnersi», ha detto.
Il giorno dopo ha preso la sua Beretta 6,5 comprata chissà dove ed è andato direttamente al numero civico 67/a di Via Roma, dove viveva la ex. È entrato nella casa vuota e ha aspettato che lei tornasse. È rientrata alla 16. 30 con le bimbe, ha aperto la porta e si è ritrovata la pistola puntata contro. Lui ha sparato. Stando a una prima ricostruzione degli inquirenti, lei, in quel momento, avrebbe perso l’equilibrio e si sarebbe ritrovata sulle scale dell’ingresso. Lui, a quel punto, avrebbe chiuso rapidamente la porta, barricandosi dentro casa con le figlie. Poi ha chiuso le bimbe in una camera e si è suicidato.
Maurizio Beghé si era trasferito a Como «per amore», ricordano i figli più grandi. Aveva conosciuto infatti la loro madre, quella che diventò poi la prima moglie. «Le cose andarono bene per 22 anni», ricordano. Lui passava il tempo a disegnare, fare puzzle e a costruire cornici e oggetti a mano. Poi Beghé iniziò una relazione con Chiara, 32 anni, anche lei originaria di Carrara. Per un periodo tornarono a vivere sulla costa toscana ma «il padre di lei – raccontano i figli – non accettava quella relazione visti i precedenti penali di nostro padre e gli anni di differenza». Così tornarono a Como e nacquero le due bimbe che adesso hanno sei e otto anni. «Ha subìto un grosso trauma psicologico ed è caduto in depressione perché non poteva più vederle». Quanto è successo dopo è già noto.
La salma si trova all’ospedale Sant’Anna di Como in attesa dell’autopsia. «Tutto il resto che avremmo da dire ce lo teniamo stretto nel cuore – dicono i due figli -. Sarà sempre e per sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori».
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