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«Rumori e disagi del porto»: nuovo esposto dei cittadini di Carrara
Alcuni abitanti della zona contro la seconda richiesta di archiviazione presentata dal pm titolare del fascicolo: «Le relazioni dicono altro»
CARRARA. I cittadini di Marina di Carrara nuovamente sul piede di guerra contro i disagi provocati dal porto. Lo scorso 8 aprile è stato depositato presso il tribunale di Massa un esposto indirizzato al Procuratore della Repubblica, firmato dai cittadini: Chiarella Lagomarsini, Andriola Corsi, Luigi Cattaneo, Florida Nicolai, Carla Gianfranchi, Francesco Corona, Giovanni Battista Bogazzi, Cristina Corsi, Francesca Frediani e Francesca Paladini, tutti domiciliati presso lo Studio dell’avvocato Francesca Gaggi. Con questo nuovo documento i cittadini di Marina si oppongono alla richiesta di archiviazione delle indagini presentata dal Pubblico Ministero. «Da anni – viene precisato nel testo - cittadini di Carrara hanno presentato esposti e denunce per far accertare una sequela di abusi, illeciti, condotte e fatti antigiuridici posti in essere senza soluzione di continuità sul territorio. Da diverso tempo, dalla zona di costa di Marina di Carrara sia in orario diurno, ma soprattutto in orario notturno, si avvertono – in forma continua, disturbante, molesta e dannosa – rumori, scotimenti, fumi, polveri, odori e altri fenomeni tanto fastidiosi quanto indesiderati e dannosi».
Più avanti si legge: «Si ribadisce che tutti i fatti e, da ultimo, i rumori sopra evidenziati arrecano inaccettabile disturbo ad un numero indeterminato di persone. Infatti essi provocano un disagio diffuso e generalizzato delle occupazioni e/o del riposo di una moltitudine di persone che risiedono negli isolati limitrofi, ovvero nelle unità immobiliari a destinazione residenziale, esistenti in loco da tempo - di gran lunga – anteriore a quello in cui la costa è stata occupata da insediamenti produttivi, dai quali provengono rumori insopportabili e lesivi di diritti assoluti e costituzionalmente protetti, fatti dannosi per le persone e l’ambiente».
A conclusione: «Atteso che contrariamente a quanto ritenuto inopinatamente dal Pm le risultanze delle indagini suppletive attestano - senza ombra di dubbio - la (permanenza e) sussistenza delle fattispecie di reato a suo tempo indicate nella depositata querela, quindi si configura contraddizione tra la seconda richiesta di archiviazione – avanzata dal Pm – e a quanto emerge dalle Relazioni e Verbali della Polizia Giudiziaria e di Arpat».
È da tempo, da alcuni anni ormai che i cittadini si lamentano dei rumori e dei disagi, ma come detto, finora il titolare del fascicolo ha ritenuto che non ci fossero gli estremi per procedere e quindi ha ritenuto che le circostanze segnalate fossero meritevoli di archiviazione.
Vedremo se questo esposto avrà esito diverso oppure no.
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