Meat M'ama lancia il panino solidale: metà del ricavato ai bimbi dell’Opa
Massa, gli ingredienti sono stati studiati dallo chef Mattia Poggi, volto Rai
MASSA. Fare beneficenza mangiando è possibile? Sembrerebbe proprio di sì. Lo dimostra Cristiano Gassani del locale Meat M’ama, in Viale Marina Vecchia. «Il nostro nuovo panino è stato presentato al prezzo di 15 euro: per tutto il mese il 50% del ricavato verrà donato all’associazione “Un Cuore un mondo” (che si occupa dei bimbi dell’Opa, ndr) - anticipa Gassani-, dove una delle sue rappresentanti, Marcella Cardone, si è prestata insieme a Emiliano Della Bona a fare un video che divulgheremo». Non è un panino comune quello realizzato per questa iniziativa, perché è stato oggetto di studio dello chef Jonathan Lenzetti, insieme a Della Bona, e alla collaborazione dello chef Mattia Poggi, volto di alcuni programmi Rai. «L’idea – spiega – è nata con Emiliano: visto il lancio del nostro nuovo hamburger di pesce, al nostro locale, perché non farlo coincidere con una raccolta benefica? », dice.
Ci racconta la storia di questa attività?
«Per quasi 20 anni ho lavorato nel mondo della moda, ma da tempo ero attratto dal mondo del food, così grazie ad Emiliano della Bona, in primis amico e manager nel mondo della ristorazione da circa 40 anni, proprietario del Ristorante La Peniche, ho iniziato questa nuova avventura. Meat M’ama è una fusione tra il mondo dello street food di qualità, la comunicazione e l’estetica. Al suo interno mi occupo della parte comunicativa e della gestione, quest’ultima sempre con la supervisione di Emiliano, con il quale cerchiamo sempre di migliorarci attraverso ricerca e corsi di formazione».
Come si è avvicinato al mondo del sociale?
«Fin da piccolo ho sentito che aiutare gli altri era una cosa nobile, è una cosa che scatta dentro di noi e sicuramente i miei nonni paterni con i quali ho passato la maggior parte della mia infanzia, mi hanno insegnato che aiutare chi ha bisogno è fondamentale nella vita, diciamo che sono stato guidato in questo percorso».
Quali sono gli ingredienti speciali della vostra realtà aziendale, oltre a muovervi per fare beneficenza?
«Gli ingredienti del locale sono diversi, ma il primo che mi viene in mente e in assoluto è la passione che genera la voglia di fare e crescere. Emiliano, nonostante non sia un ragazzino, ha 62 anni, è una persona che ti trasmette una gran voglia di vivere, confrontarsi, scoprire il mondo con umiltà. Sono caratteristiche che ci accomunano, nonostante la differenza di età, io ho 40 anni e le diverse esperienze di vita. Se dovessi pensare ad altri ingredienti dopo la passione, sicuramente citerei la ricerca del dettaglio e l’empatia con il cliente».
Perché un consumatore dovrebbe venire da voi a comprare il vostro panino e contribuire a questa opera benefica?
«Un consumatore dovrebbe venire a mangiare il nostro panino perché è buono. Poi penso sempre che fare del bene generi sempre dell’altro bene. Tengo anche a informare che il consumatore, però può anche gustare il panino a casa, grazie al nostro servizio di asporto oppure delivery».
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