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Massa, per il candidato unitario del centrosinistra forse un nuovo rinvio
Le delegazioni di Enzo Ricci, Fabio Evangelisti, Guido Mussi e Cesare Ragaglini si sono confrontate e torneranno a farlo anche stasera, i tempi sono stretti
MASSA. Fumata grigia dal centrosinistra, con il tempo sempre più agli sgoccioli. Le delegazioni dei quattro candidati sindaco, cioè Enzo Ricci, Fabio Evangelisti, Cesare Ragaglini e Guido Mussi, si sono incontrate lunedì sera, ma senza arrivare a sancire nulla di concreto. Non si è trattato di un buco nell’acqua, dicono i partecipanti; perché anche solo il fatto che per la prima volta i candidati sindaco si siano incontrati era già qualcosa, nonostante l’assenza del Polo Progressista, annunziata solo poche ore prima.
Ma l’accordo ancora non c’è, per cui tutto è stato rinviato a questa sera, sempre alle 21 nella sede del Pd. Sono comunque ore intense, perché le rispettive diplomazie sono al lavoro e davvero di ora in ora lo scenario può mutare. Un punto però sembra esser stato segnato all'incontro: non un quinto nome, super partes, bensì una sintesi intorno ad uno di quelli in campo. Anche questo, però, è più facile a dirsi che a farsi.
Perché se almeno Fabio Evangelisti e poi Guido Mussi sono disponibili a rimettere la propria candidatura a favore di una unitaria, diverso è per il Pd e Ragaglini. I dem dovrebbero a quel punto mettere in discussione il proprio candidato che è pure il segretario Ricci, candidatura votata dagli organi del partito. Ricci che tra l'altro non era presente; la segreteria ha ritenuto più opportuno partecipare con altre figure, come Giacomo Bugliani, dato che Ricci è uno dei candidati.
Ragaglini invece pare sia rimasto un po’ sulle sue posizioni, manca un suo commento sull'esito dell'incontro, ma è significativo che anche ieri abbia portato avanti la sua campagna di ascolto dei cittadini. Però non ci sono alternative rispetto alla sintesi su quanto già è in campo. É ormai troppo tardi per trovare un quinto nome.
Inizialmente c'era Patrizia Bernieri; ma poi è sfumata con il dietrofront del Polo Progressista. Semmai, lo schema sembra essere quello non di chiedere un semplice passo indietro o di lato, ma far rientrare i quattro protagonisti dell’alleanza in un percorso con pari dignità. Intanto capire chi ci sta; e poi fare sintesi su uno dei nomi in campo. Il tutto nel giro di pochissime ore, ed è per questo che l'operazione è difficile.
«L’obiettivo dell’incontro era capire se si potevano creare le basi per un accordo politico». A parlare è Giacomo Bugliani, dicendo che «sull'accordo non abbiamo trovato una chiusura, specialmente da Fabio Evangelisti e da Guido Mussi dove l’idea di stare insieme al Pd c’è. Mi sembra ci sia la disponibilità per un ragionamento, così come la consapevolezza che più siamo e più forti siamo. Stiamo cercando di capire se si riesce a portare in fondo questa intesa, ma devo dire di aver visto un atteggiamento diverso rispetto al passato. La nostra intenzione è fare sintesi su uno dei quattro nomi, e ragionare su chi è in campo. Cercarne adesso altri non è produttivo né ragionevole. Il dato politico nuovo è che ci siamo messi tutti al tavolo, e devo riconoscere di aver visto un atteggiamento diverso rispetto al passato». D’altronde «se siamo tutti qui ci sarà un perché», ha detto Fabio Evangelisti nel suo intervento, che poi ha ricordato il giorno successivo, proprio per rimarcare il dato politico. «Non era mai successo che tutti e quattro fossimo allo stesso tavolo». L’ex parlamentare ha riconfermato di essere pronto a dialogare e a confrontarsi, proprio per garantire il più possibile l’unità del centrosinistra. «Personalmente proverò fino alla fine a tentare di trovare una soluzione unitaria». E come già aveva fatto in passato, ha nuovamente rimesso in discussione la sua candidatura, proprio per avvicinare le parti.
Altrettanto ha fatto Guido Mussi, che pure aveva lanciato l’idea, poi scartata, di fare tutti un passo indietro. «Le basi per il dialogo ci sono, ma è prematura qualunque ipotesi», dice il giorno seguente. «Il lavoro sta comunque andando avanti, e se domani (oggi per chi lehgge, ndc) ci incontreremo penso che allora un po’ di prospettive ci saranno. Ma sinceramente non so come potrà andare a finire, visti i tempi. Il punto di vista dei Repubblicani è chiaro: per noi i contenuti sono preliminari e fondamentali. Prima va trovata la quadra sul programma, e poi sul nome. Io se ci sono i presupposti sono disponibile a qualunque soluzione, purché ci siano presupposti seri e concreti. Altrimenti si finisce a fare un'accozzaglia come l’amministrazione uscente, che si è visto dove fa a finire». Ora le diplomazie stanno lavorando, e stasera si dovrebbe chiudere, in un modo o nell'altro, questa operazione giunta davvero allo scadere del tempo. Mancano nove giorni alla presentazione delle liste.
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