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Protesta per la mancanza di spazi al Classico e alle Scienze Umane, il rebus ora passa alla Provincia
Un consiglio d’istituto straordinario ha fatto sintesi dei problemi sul tappeto
CARRARA. Un consiglio d’istituto straordinario, ieri pomeriggio, ha provato a fare sintesi delle ultime giornate di proteste e un po’ di tensione che hanno caratterizzato il liceo delle Scienze Umane e il liceo classico Repetti.
Il Liceo delle Scienze Umane, che ha sede in via Marco Polo nell’area della Taliercio, a Marina, lamenta la mancanza di spazi e il fatto che cinque classi sono ospitate al Repetti; questo “distacco” come si fa notare, crea disagi in una parte degli studenti e in parte del corpo docente della sede di Marina, e si ricorda il fatto che anche l’istituto marinello avrebbe diritto a un edificio unico. Gli studenti delle Scienze umane concluderanno oggi la protesta con l’ultimo giorno di autogestione.
In merito al consiglio d’istituto di ieri, sintetizza il presidente Raffaele Parrini: «Abbiamo messo da parte polemiche e tensioni, ma riflettuto sui problemi veri. La protesta, che io ritengo giusta e legittima degli studenti delle Scienze Umane, è servita a stimolare la ripresa della discussione sul nodo degli spazi, perché è sacrosanto il diritto ad avere spazi adeguati per l’attività formativa; a chi vuole far emergere il tema delle contrapposizione fra Istituti, il consiglio ribatte che questa non esiste e non deve esistere, perché tutti siamo impegnati nel favorire l’integrazione tra studenti e soprattutto ad affrontare uniti i problemi strutturali, che in questo momento sono in particolare delle Scienze Umane. Si parla di tanti ragazzi e di una realtà in crescita che, globalmente, ha bisogno di risposte». Da qui, pertanto, la conclusione è stata quella di dare mandato «alla dirigente scolastica di formalizzare la richiesta di un incontro all’amministrazione comunale di Carrara e alla Provincia, per definire un percorso che risolva il problema degli spazi, che devono essere adeguati. Il clima è stato positivo, di confronto, la scuola deve presentarsi compatta perché insieme si possa trovare la soluzione migliore».
La palla quindi passa alla Provincia e a palazzo civico: la Provincia quale ente che gestisce le scuole medie superiori, il Comune quale ente sul quale insiste l’istituto Montessori-Repetti, suddiviso in liceo classico Repetti con sede a Fossola, liceo Linguistico in via Lunense e liceo delle Scienze Umane in via Marco Polo, con cinque classi di quest’ultimo dislocate al Repetti.
La preside Alessandra Carozzi, sentita dal Tirreno prima del consiglio d’istituto, aveva osservato: «Fa davvero dispiacere il fatto che ci siano stati questi episodi, perché mi sembra di essermi impegnata al massimo ed aver sempre cercato il confronto con tutti, facendomi carico dei problemi sollevati provando a risolverli con le istituzioni. Sembrava che il progetto dell’articolo 21 (le nuove aule al Marco Polo finanziate da un’azienda del lapideo, n dr) fosse risolutivo, ma i tempi purtroppo si stanno dilatando, non ho capito perché si è ripresentato così con forza il nodo della sede. Ci sono state delle scritte che hanno creato problemi tra ragazzi, anche quelle le ho affrontate interfacciandomi con tutre le componenti. L’importante è che si chiariscano i ruoli di ciascuno, in questi anni nessuno è stato con le mani in mano, e certo torneremo a chiedere un incontro con il presidente della Provincia perché si trovino soluzioni adeguate».
Parte degli studenti e dei docenti delle Scienze Umane vorrebbe uno scambio di sede con il Repetti, una soluzione comunque non automatica perché richiederebbe in ogni caso degli interventi strutturali e stravolgerebbe una sede storica come quella del Classico, che ha laboratori e una biblioteca specifici, e una propria identità; la strada dell’ospitalità di cinque classi delle Scienze Umane a Fossola era stata un punto di equilibrio trovato due anni fa.
Una parte degli studenti di Marina ha riproposto l’idea dei container, ma anche su quelli ci sarebbero problemi di costi e di compatibilità idrogeologica.
Un rebus di non facile soluzione, a meno che non si accelerino di molto le tempistiche dell’articolo 21 dei progetti legati al marmo oppure che non si proceda con la parziale convivenza, a fronte di prospettive che solo la Provincia, magari in collaborazione con il Comune, a questo punto può dare.
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