Il presidio
Marco Lenzoni si candida a sindaco. «Diciamo no alle larghe intese»
A sostenerlo la lista “Massa Insorge”: basta con i programmi dei desideri
MASSA. Marco Lenzoni si candida a sindaco: «Ho atteso che dal dibattito emergesse un progetto, una lista e un nome che, almeno in parte, potessero dare una prospettiva alla città e alla popolazione. Non è successo. Il “dibattito politico” è stato degradato fino alla situazione attuale: ressa e rissa per spartirsi il pugno di voti di quella parte di cittadinanza che, turandosi il naso, deciderà di andare a votare il 14 e il 15 maggio».
E sull’astensionismo: «Non è un fenomeno sano. Sindaci eletti con i voti di ristrette consorterie o poco più, che rispondono del loro operato a ristrette consorterie e agli amici degli amici, non sono affatto una risorsa e una prospettiva. Negli ultimi 20 anni li abbiamo messi alla prova tutti: sinistra e centrosinistra, destra e centrodestra. E hanno fallito. Come lavoratore della sanità, da settimane parlo con i colleghi. Come sindacalista, ho parlato con lavoratori e lavoratrici di ogni categoria. Come attivista politico ho parlato con associazioni e movimenti. Ho parlato con i commercianti e gli artigiani, le partite iva, gli studenti. Da tutti ho avuto una conferma: condividiamo la stessa sfiducia nei politicanti e abbiamo necessità di fermare il declino e il degrado a cui la città è stata condannata. Da molti ho avuto l’invito a candidarmi. In passato, il mio nome è finito molte volte sui giornali, per aver preso l’iniziativa di difendere gli interessi dei lavoratori, contro la privatizzazione della sanità e le speculazioni, contro i padroni, i loro governi, le loro amministrazioni e le leggi che li difendono. Tutto questo, denunce e condanne comprese, è premessa della mia candidatura che sarà sostenuta – continua Lenzoni – da una lista elettorale. Si chiamerà “Massa insorge”. La mia candidatura è aperta al sostegno anche di altre liste che, come noi, si schierano nettamente e chiaramente contro l’accozzaglia delle larghe intese che va dal Pd a Fdi. Nelle prossime settimane – poche – che ci dividono delle elezioni, saremo impegnati nella raccolta delle firme necessarie alla presentazione della lista e a condurre una campagna elettorale fatta di poche parole e molti esempi. Avremo modo di spiegare, a coloro che ci stanno a cuore, che la riscossa non passa da un programma elettorale scritto bene, come una lista dei desideri, ma dall’azione pratica che afferma gli interessi delle masse popolari».
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