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Fallimento Amor, ecco la lettera dell’ex vicedirettore che prova le condotte illegittime
Il legale di Fambrini aveva scritto alla Carige (che ha incorporato la Cassa di Carrara) per chiedere complessivamente circa 500mila euro di danni
MASSA-CARRARA. Dopo l’assoluzione dal reato di bancarotta fraudolenta, l’ormai ex imprenditore Ferruccio Fambrini, lo abbiamo scritto nei giorni scorsi, ha chiesto i danni all’istituto di credito che - sostiene l’avvocato Giampaolo Morini che lo assiste - con le condotte dei suoi dirigenti avrebbe determinato il fallimento dell’azienda Amor. Il legale di Fambrini aveva scritto alla Carige (che ha incorporato la Cassa di Carrara) per chiedere complessivamente circa 500mila euro di danni. Pochi giorni dopo la richiesta, Carige è stata a sua volta incorporata da Bper. E infatti, in queste settimane c’è stato uno scambio di corrispondenza tra l’avvocato Morini e Bper. L’avvocato Morini ricordava tra gli elementi che avevano compromesso la situazione di Amor, il fatto che tra il 2004 e il 2005 ci furono prelievi per 582.000 euro con il consenso dei funzionari di banca e un mutuo, da 550.000 euro. «Dato che il Fambrini non aveva garanzie reali, la banca gli fece acquistare dal cognato un terreno per complessivi 73.000 euro e in pari data su quegli stessi appezzamenti di terreno fu concesso un mutuo di 550.000 euro in quanto valutati 918.000 euro. Anche in questa circostanza, la questione assume evidenti condotte illecite».
La replica di Bper
Bper ha ribattuto: «Con riferimento alle sue comunicazioni inviate nell’interesse dei signori Ferruccio Fambrini e Vanda Mugnaini, non possiamo che riportarci alla nostra missiva del 10 gennaio scorso, ribadendo ancora una volta che le vicende da lei richiamate se fatte oggetto di giudizi civili e-o penali, sono coperti dal giudicato, se diversamente non sono mai state oggetto di richieste, risultano ormai irrimediabilmente prescritte. Ci teniamo inoltre a rilevare che oltre al giudizio R.G. 2391-18 trattenuto in decisione alla scorsa udienza del 20 gennaio, di recente lei ha promosso nell’interesse dei suoi clienti un ulteriore giudizio, R.G. 67-23, sempre avanti al tribunale di Massa, chiamato all’udienza di prima comparizione del 23-05-23, ove il nostro istituto provvederà a costituirsi e a difendere le proprie ragioni; per tali motivi la scrivente Banca non può far altro che riportarsi alle proprie difese già svolte e che svolgerà nel corso dei giudizi tuttora pendenti, per poi rimettersi alle decisioni che l’autorità giudiziaria competente assumerà».
La controreplica
Controreplica a Bper, l’avvocato Giampaolo Morini: «La vostra risposta al reclamo sembra non aver centrato l’oggetto delle doglianze. Il giudicato che avete invocato riguarda un procedimento di merito originato da una opposizione a decreto ingiuntivo contro Amor; non è chiaro come possa pregiudicare la pretesa risarcitoria dei miei assistiti a titolo personale per condotte illecite dei dirigenti – dipendenti Carige. Sul punto tuttavia vi inoltro una lettera del 15 giugno 2006 dalla quale si evince che i vertici di Banca Carige erano a conoscenza delle condotte illegittime sopra narrate, una lettera a firma del vicedirettore generale Bonamini al presidente del collegio sindacale nella quale viene evidenziata una reiterata condotta illegittima finalizzata a reperire liquidità attraverso la società Amor».
La lettera
Ma vediamola la lettera. È il 15 giugno 2006, e il vicedirettore generale della Cassa di Carrara Bonamini scrive tra l’altro al presidente del collegio sindacale per fornire chiarimenti, “Posizione Amor Srl”. Scrive Bonamini: “Viste le continue osservazioni e richieste che mi vengono formulate dai componenti del collegio sindacale anche in nome e per conto della Fondazione Cassa Risparmio di Carrara, peraltro non di loro competenza e riferite alle linee di credito concesse alla società Amor srl, approvate e deliberate dai miei predecessori nelle persone del direttore generale, e vice direttore generale, e che mi hanno visto sempre contrario in quanto, tali concessioni, sono l’equivalenza dell’incarico dato dagli stessi al geometra Ferruccio Fambrini per sanare l’immobile dove ha sede l’attuale filiale di Massa Stazione che ha di fatto creato seri dissapori fra azionisti della banca stessa ed è motivo principale delle dimissioni concordate dei vertici sopradetti, che mi hanno portato alla carica di vicedirettore generale e ho dovuto intervenire chiedendo il cambio di amministratore dell’Amor srl, per avere la possibilità di operare per ristorare le richieste di azionisti delle perdite derivate dalla soprascritta sanatoria attivando operazioni tramite la Amor srl, per creare la liquidità necessaria con il beneplacito dei vertici della capogruppo Carige spa, ivi compreso il presidente della stessa a conoscenza dei fatti in quanto all’epoca vice presidente della Cassa di risparmio di Carrara, dottor Giovanni Berneschi». Ed è anche sulla base di questa lettera che secondo l’avvocato Morini è legittima la richiesta di risarcimento. Ovviamente, la parola spetta ai giudici.
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