Il presidio
L’anestesista da Massa al Burkina Faso: «In cinque giorni operati 27 bambini»
Per il dottor Antonelli non è il primo viaggio di solidarietà: «Esperienza di dolore e soddisfazione»
MASSA. È rientrato da pochissimi giorni da uno dei suoi viaggi della solidarietà con l’associazione Emergenza Sorrisi onlus, in Burkina Faso. Nel paese africano la palatoschisi (labbro leporino) rappresenta un’ emergenza che può portare alla morte del neonato. Stefano Antonelli ha partecipato alla missione. Medico anestesista e rianimatore all’Opa ha sempre regalato alle associazioni di volontariato tempo e competenza per tentare di alleviare patologie debilitanti in pazienti che vivono in paesi poveri, tormentati dalla siccità quasi perenne, dal terrorismo e dalla guerra.
«Sono viaggi faticosi – confessa timidamente il dottor Antonelli – che però lasciano nel proprio animo un appagamento ed una soddisfazione che bilanciano l’impegno profuso. Nei 5 giorni passati in Burkina Faso abbiamo operato 27 bambini affetti da malformazioni ed ustioni al volto fortemente invalidanti. A Sabou, nell’ospedale San Maximilian Kolbe, 90 chilometri da Ouagadougou capitale, ci siamo ritrovati in 8: il presidente dell’associazione Emergenza sorrisi, professor Fabio Massimo Abenavoli, chirurgo plastico, due chirurghi, io, un altro collega rianimatore, due infermieri ed il coordinatore della missione. Una esperienza incredibile di dolore, emozione, impegno, soddisfazione, stanchezza: tutte sensazioni che possono sublimare in stordimento. Uno stordimento però fortemente appagante».
Un viaggio, come del resto anche gli altri vissuti da Stefano Antonelli, che contribuisce a individuare spazi di generosa solidarietà finalizzata a dare sollievo a problematiche debilitanti. Così debilitanti che possono compromettere, in maniera talvolta irrisolvibile, la vita di alcuni bambini. Problemi che in occidente hanno soluzione quasi banale possono invece stravolgere la quotidianità di queste popolazioni oppresse dalla povertà, dalla guerra, dal terrorismo o da interessi troppo spesso inconciliabili con i principi della democrazia.
«E fra tanto dolore, impegno, forti emozioni e sfinimento, sono comunque riuscito – conclude il dottore – a trovare qualche attimo di spensierata leggerezza. E durante una passeggiata sulle rive del lago Bazoulè ho consumato un incontro ravvicinato con un coccodrillo. Al di là della preoccupata sorpresa iniziale, ho potuto invece stabilire quasi una sorta di intesa con l'animale. Che alla fine mi ha permesso anche di regalargli qualche timorosa carezza e cogliere una fotografia insieme».
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