Il progetto per il biodigestore: «Nessuna autorizzazione in corso»
In Regione non è stata chiesta la necessaria modifica agli atti
MASSA CARRARA. «Per poter essere realizzato, il progetto deve ottenere la modifica della vigente autorizzazione integrata ambientale (Aia). Al momento non risulta presentata l’istanza per l’avvio di un procedimento di modifica sostanziale Aia».
Così il direttore regionale all’Ambiente ed energia Edo Bernini ha risposto alla lettera inviata dal Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico (Ccadbr), che chiedeva informazioni sul progetto del nuovo biodigestore da 36 milioni di euro per la produzione di biometano, che sorgerà in area Cermec.
«Si tratta di un progetto di revamping (rinnovamento ed ammodernamento) dell’installazione esistente di gestione rifiuti – conferma Bernini – la quale, allo stato attuale, svolge attività di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti urbani non differenziati, di selezione, cernita e pressatura di altre tipologie di rifiuto e di compostaggio delle matrici organiche per la produzione di ammendanti. Il progetto – prosegue il direttore regionale – comprende la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica con produzione di biometano da immettere nella rete nazionale, di un impianto di compostaggio di qualità, di un impianto di valorizzazione dei fanghi per la produzione di Acf (ammendante compostato con fanghi) e la realizzazione di una area adibita allo scarico e alla trasferenza del rifiuto indifferenziato urbano e dei rifiuti derivanti dallo spazzamento stradale, per il loro avvio a siti di trattamento autorizzati». Bernini ricorda anche che «la documentazione afferente il procedimento, ivi inclusi gli elaborati presentati da Cermec Spa, è pubblicata sul sito web della Regione» e che «non sono pervenute osservazioni da parte dei cittadini». Il direttore, però, afferma anche che ad oggi «non si dispone (…) di informazioni di dettaglio sull’impianto in oggetto». «Per quanto di competenza di questa amministrazione – conclude Bernini- siamo a conoscenza che l’impianto in questione ha chiesto il finanziamento a valere sull’investimento denominato “Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti”, del Pnrr. Il soggetto attuatore della misura è il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed a questo ente compete la valutazione delle proposte progettuali».
«La prima cosa che rilevo – commenta il giurista ambientale Marco Grondacci, dopo aver letto la risposta della Regione – è come il progetto possa non andare a valutazione di impatto ambientale (Via) ordinaria, viste le dimensioni dei rifiuti trattati (97mila tonnellate all’anno) e soprattutto visti gli allegati del testo unico ambientale con gli elenchi delle tipologie di opere da sottoporre a Via ordinaria. La seconda cosa – prosegue l’ambientalista – è che comunque sarà necessaria l’Aia, procedura importante, che richiede il parere obbligatorio sanitario del sindaco e dà la possibilità ai cittadini, singoli o associati, di presentare osservazioni. Quindi la partita non è ancora completamente chiusa». «In merito alla risposta data dalla Regione sul biodigestore – confermano i membri del Comitato – il nostro coordinamento si attiverà, anche con altre associazioni, comitati e istituzioni preposte, per avere maggiore contezza su un impianto che dovrebbe essere installato nel nostro territorio, di cui i cittadini residenti sanno ben poco».
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