Il Tirreno

Navi e merci

Marina di Carrara, al porto gli spazi sono esauriti e così Grendi si guarda intorno

di Giovanna Mezzana
Marina di Carrara, al porto gli spazi sono esauriti e così Grendi si guarda intorno

Ma il Comune respinge la richiesta di usare il Campo dei Pini

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MARINA DI CARRARA. Crescono – in seno al porto apuano – le attività delle società-operatrici del mare: le “spedizioniere”. Cresce quella di Mdc Terminal e quella di Fhp Holding portuale. E si sviluppa quella del Gruppo Grendi che ha radici liguri, che è approdato in terra apuana nel 2016, e che garantisce ai partner commerciali un’offerta integrata di soluzioni logistiche per tutte le isole, il centro e Sud Italia, e che a Marina di Carrara ha il suo homeport, ovvero il suo snodo “in continente”, come dicono i sardi. Sono aumentate talmente tanto queste attività che gli spazi del porto si sono esauriti. Che fare? Il Gruppo Grendi aveva trovato una soluzione che però non ha incontrato il favore dell’Amministrazione comunale.

L’identikit

Nato a Genova nel 1828 come impresa familiare, il Gruppo Grendi opera nei trasporti e nella logistica: ieri ha presentato i risultati annuali. Due sono le aree di business: il segmento dei trasporti marittimi e dei terminal portuali e il segmento dei trasporti terrestri e collettame. La rete Grendi è costituita da tre magazzini di raccolta – a Milano Opera, Bologna e Genova – e da tre magazzini di raccolta e distribuzione in Sardegna: a Cagliari, Olbia e Sassari (oltreché numerosi magazzini di distribuzione nel sud Italia). Ha due grandi navi da trasporto, la Rosa dei Venti e Wedellsborg. Quattro i terminal portuali: due a Sassari, a Olbia e a Marina di Carrara che, rappresenta lo snodo sullo Stivale.

Qui Marina di Carrara

Dal terminal apuano sono transitate nel 2022 più di tre milioni di tonnellate di merci – container, cassette e rotabili – pari al 57% del totale dei traffici movimentati nel porto sul Tirreno. L’intermodalità è una delle direttrici di sviluppo dello scalo di Marina, dove oggi sono impiegati 32 addetti, raddoppiati dal 2016. Ed è qui che il Gruppo Grendi – che per il 2022 registra un fatturato consolidato a quota 88 milioni di euro (+25% sul 2021) e un patrimonio netto di 27 milioni e 400mila euro, più che triplicato rispetto al 2017 – aspira ad ampliare gli spazi, oggi pari a 45mila metri quadri. Ed è qui il nodo da sciogliere.

Il punto

Parliamo del terminal di Marina di Carrara, «le dimensioni di esso – dice Antonio Musso, amministratore delegato di Grendi Trasporti Marittimi e Mito – oggi sono il vincolo alla nostra crescita. Siamo giunti a un livello di saturazione tale da non poterci espandere ulteriormente». Viene da chiedersi se il Gruppo Grendi sia andato a bussare alla porta dell’ufficio di Mario Sommariva, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale. «Con il presidente Sommariva ci siamo confrontati – spiega Musso – è stato collaborativo, ma in effetti le possibilità non sono molte: cresciamo noi ma anche Mdc e Fhp»; l’unica soluzione è il futuribile nuovo Piano regolatore portuale, ma i tempi sono tutt’altro che immediati. Si parla di anni, almeno quattro-cinque.

L’ipotesi

Nel frattempo il Gruppo Grendi non è stato con le mani in mano. «Abbiamo cercato spazi all’esterno del porto – dettaglia Musso – ma non stiamo riuscendo a trovare soluzioni soddisfacenti». L’attenzione del Gruppo era caduta sul Campo sportivo dei Pini, che è di fronte all’uscita del porto. L’Amministrazione comunale della sindaca Serena Arrighi avrebbe però risposto picche, «anche se in maniera non ancora ufficiale, per ragioni politiche», aggiunge Musso. «Credo che i marinelli siano affezionati a quel campo sportivo in disuso da molti anni – spiega l’ad – e capisco che potrebbero non essere d’accordo a vederlo trasformato in un parcheggio per camion». Si sarebbe trattata, però, di una soluzione-tampone, temporanea: «Di 18-24 mesi, dopodiché lo avremmo completamente ristrutturato a nostre spese. Comprendo anche i timori “cominciano con 18 mesi e poi chissà...” ma noi siamo pronti a prendere impegni» nero su bianco. La proposta sarebbe però caduta nel vuoto. Non c’è polemica ma sollecitato, Musso nota: «Non si può puntare su un’infrastruttura che non dà opportunità di crescita». E su questa chiosa sarà bene che la Città rifletta.

Il dono

Non se l’è comunque presa il Gruppo Grendi che ha deciso che un regalo a Marina di Carrara lo farà: «A fine febbraio inizieranno le piantumazioni di dieci querce, 15 aceri, e due magnolie», annuncia Costanza Musso, amministratrice delegata M.A. Grendi dal 1828, Società Benefit. Il progetto si chiama Rinverdiamo Marina, e arriva dopo la devastazione del downburst del 18 agosto.

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