Il Tirreno

L'anno giudiziario

Stalking e violenze in famiglia. In Procura 285 procedimenti

di Giovanna Mezzana
La cerimonia di apertura dell’anno giudiziario
La cerimonia di apertura dell’anno giudiziario

Intanto mancano magistrati e personale amministrativo: «Situazione critica»

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MASSA. Scatta l’allarme, metaforicamente parlando, alla Procura massese. Il numero di procedimenti per stalking, atti persecutori, minacce e maltrattamenti in famiglia che arriva nelle mani dei pubblici ministeri è talmente significativo da indurre il procuratore generale della Corte d’Appello di Genova, Roberto Aniello, a farne menzione nel contributo da lui messo a punto per la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2023 che si è svolta ieri nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Genova. Nella medesima occasione, è stata invece definita «critica» la situazione del Tribunale di Massa sotto il profilo dell’organico dei magistrati; a dirlo è stata Elisabetta Vidali, presidente della Corte di Appello di Genova, al cui distretto appartengono i comuni della provincia di Massa-Carrara come unica eccezione toscana: tutti gli altri circondari dei Tribunali ordinari delle città toscane capoluogo di provincia compongono infatti il distretto della Corte d’Appello di Firenze.

Le mani pesanti

«La procura di Massa – dice il procuratore generale della Corte d’Appello di Genova Aniello – segnala un significativo numero di procedimenti iscritti contro noti per il reato di cui all’articolo 612 bis e per il reato di cui all’articolo 572 del Codice Penale», ovvero per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia; sono rispettivamente 113 e 172, ovvero 285 in totale. Si tratta di un fenomeno su cui per altro le forze dell’ordine locali, – carabinieri, polizia di Stato e polizia municipale – avevano richiamato l’attenzione anche di recente, il 3 dicembre, in un incontro a Palazzo Ducale organizzato dai pensionati della Uil e dedicato in particolare al ruolo dei testimoni nei casi di violenza domestica. A questo proposito «in materia di fasce deboli – dice ancora Aniello – è stato adottato un protocollo investigativo ed è stata potenziata la partecipazione al gruppo specialistico di riferimento, aumentandola da due a tre magistrati». Non solo. Di rilievo, sempre secondo il procuratore generale, è anche il dato dei procedimenti iscritti contro noti per reati legati alle sostanze stupefacenti: sono complessivamente 139, cifra significativa.

L’organico

Ed è «critica», secondo la presidente della Corte d’Appello di Genova Vidali, la situazione al Tribunale di Massa sul fronte dell’organico dei magistrati: «Nel circondario massese – annota nella sua relazione per la cerimonia d’apertura dell’anno giudiziario 2023 – è decisamente inadeguato rispetto al carico di lavoro». Ammonta al 34 per centro il dato delle cosiddette “scoperture” rispetto al personale in servizio (66 per cento) . «Le rilevazioni statistiche mostrano un carico di sopravvenienze pro capite, sia nel settore civile che in quello penale – nota Vidali – superiore a quello di tutti gli altri magistrati del distretto, nonostante la definizione di un numero di processi pro capite superiore a quello di tutti gli altri». La presidente parla di un «encomiabile sforzo» da parte dei magistrati del Tribunale di Massa «per ridurre le pendenze e i tempi di definizione dei processi», che rappresenta, «comunque un impegno ingiustamente gravoso per loro». «Solo una rapida e immediata funzionalità degli assetti organizzativi generali degli uffici preposti all’esercizio della giurisdizione – aggiunge la presidente Vidali – può impedire il tracollo del sistema di amministrazione della giustizia». Il «tracollo», badiamo bene, lei dice.

Il resto del personale

Le difficoltà degli uffici requirenti (la funzione requirente è quella esercitata dai magistrati che svolgono attività di pubblico ministero) «è aggravate dalla notevolissima carenza di personale amministrativo, che già lo scorso anno avevo segnalato – dice ancora il procuratore generale Aniello nella sua relazione per la cerimonia dell’apertura dell’anno giudiziario 2023 – che è ulteriormente peggiorata. La scopertura è giunta infatti addirittura al 51 per cento alla Procura di Massa, al 40 per cento alla Procura di Savona, al 37 per cento alla Procura di Imperia e al 32% alla Procura di Genova, che è peraltro anche sede di Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo e deve tuttora far fronte alle straordinarie esigenze relative al processo per il crollo del ponte Morandi e agli altri procedimenti che ne sono derivati».

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