Il presidio
L’Arci Turano vuole la Variante «Macché agricoltura, solo canneti»
L’associazione replica al comitato ed esclude l’impatto ambientale
MASSA. È un botta e risposta: l’Arci di Turano ha detto sì a chiare lettere alla Variante Aurelia. Il Comitato, che a quella Variante esprime contrarietà, ha replicato sottolineando l’impatto ambientale dell’opera e la necessità di soluzioni alternative come il trasporto su rotaia e la creazione di un nuovo casello autostradale. Adesso l’Arci ribadisce le sue argomentazioni. Ha seguito l’iter per la realizzazione della strada e risponde secco al comitato del “No” con una lettera in cui spiega motivazioni e miglioramenti: «Il comitato del “No” – si legge – sogna il traffico su rotaia; anche noi nel ’68 sognavamo la stessa cosa, il trasporto pubblico e una società in cui si produceva e si consumava per una vita semplice e decorosa, ma niente di più. Oggi va molto di moda il consumismo verde. La Greta Thumberg lancia anatemi contro i governanti, ma non dice che i cittadini occidentali consumano più del resto del mondo e che dobbiamo dare un grosso taglio al nostro modo di vivere: sarebbe un cambiamento epocale. Nel frattempo noi turanesi attraversiamo l’Aurelia, strisciamo lungo i suoi muri e rimanere sotto un’auto elettrica o a benzina, poco ci cambia. Ci stanno chiedendo di rinunciare ad un finanziamento certo, ad una opera vitale attesa sessant’anni e auto condannarci perchè hanno scoperto l’agricoltura. Hanno “bucato” sullo spostamento del traffico pesante su autostrada perché comporta tragitti molto più lunghi con tempi doppi o tripli economicamente insostenibili; lo sappiamo anche noi che i camion che, oltre dirigersi verso il grosso comprensorio lapideo tra Montignoso e il casello 115, approdano anche a Pietrasanta passando per l’abitato di Turano. Ci accusano – continua la lettera – di fagocitare terra ad alta valenza agricola, noi abbiamo controllato e fotografato, da anni non viene piantato un cavolo, abbiamo visto solo canneti e baracche. Propongono però la terza corsia e una nuova uscita autostradale. La Casa della Salute l’hanno presentata come un masso sul progetto variante. Noi li abbiamo invitati a fare una lotta comune – invito rivolto al comitato No Variante – per portare la Casa della Salute al vecchio ospedale anche per evitare future destinazioni oscure del complesso, loro hanno cambiato discorso: era solo uno slogan. Sarebbe più bello e Green ampliare piazza stazione su quello spazio. Via Aurelia e via Carducci sono parallele, la seconda si interrompe presso il cimitero di Turano ed il traffico devia su via Del Papino (già 5 morti) sfociando nell’abitato di Turano che lo subisce per intero (qui un morto ogni cinquanta metri per circa 1 Km). Noi vogliamo far confluire via Carducci in una variante parallela alla ferrovia che si ricongiunga all’Aurelia fuori dell’abitato. Il traffico medio pesante sarà dirottato su di essa, per il traffico leggero sarà il tratto e la velocità di percorrenza a determinarne la scelta, noi – precisa la nota – pensiamo ad una ripartizione 40 % e 60 %.” L’Arci vuol fare riemergere questa zona dall’abisso in cui è stato gettato negli ultimi 50 anni: riattivare il campo sportivo che versa in condizioni pietose, riaprire la sentieristica storica , fare del muraglione un meraviglioso parco, piantumare seriamente Montepepe, vigilare sul futuro del mercato ortofrutticolo, avere una viabilità umana. In questo contesto la Variante diventerà un’opportunità anche per tutta la gente di via delle Gorine». La Variante e due prospettive ben lontane.
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