Si mangia bendati e con le mani: ecco la prima cena sensoriale carrarina
L’esperimento al ristorante “Yoghi e Bubu” in piazza San Francesco. È una cena dove non si potrà vedere niente di ciò che si mangia
CARRARA. Non sarà una serata come le altre. E, di sicuro, sarà per la città un primo esperimento e una novità assoluta.
La data da mettere in calendario è quella di giovedì 2 febbraio e bisogna essere preparati a cenare bendati e, per certe portate, a servirsi direttamente con le mani.
L’appuntamento è al ristorante, e panigacceria, “Yoghi Bubu” in piazza San Francesco (pieno centro città) con la prima “cena sensoriale”.
In cosa consiste? Lo spiega Francesca Del Frate, che è l’anima del locale carrarese, insieme al cuoco Paolo Sassetti, a Simona Vatteroni, Alessandro Mallegni e Federica Vatteroni.
«È una cena dove non si potrà vedere niente di ciò che si mangia – sottolinea Francesca – i partecipanti potranno dedicare particolare attenzione ai sapori genuini e ai profumi lasciando libera la mente di richiamare alla memoria ricordi, volti e luoghi». «Cenare al buio (tutti gli ospiti, un massimo di venti, saranno bendati) vuol dire mettere da parte l’aspetto estetico a cui sempre più spesso diamo importanza, ma vuol dire anche tornare a toccare il cibo usando le mani. Senza timore di sporcarsi perché i commensali saranno dorati di “bavaglino”. Durante la nostra cena al buio il tatto sarà il protagonista insieme all’olfatto. Il locale, per rendere ancora più suggestiva l’atmosfera, sarà illuminato solo dalla luce delle candele».
Insomma una serata evento per un locale giovane, nato tre anni fa con la grande voglia di scommettere sulla città.
«La pandemia ci ha portato a cambiare un po’il nostro assetto – racconta Francesca – Eravamo nati come panigacceria principalmente ma, con tutto il delivery fatto durante il lock down, abbiamo virato anche sulla cuvina tradizionale. E devo dire con successo visto che alcuni clienti continuano a richiedercelo. Adesso continuiamo con piatti tipici, e naturalmente con i nostri panigacci che ci hanno fatto conoscere dalla clientela».
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