Il Tirreno

Carrara scende sotto 60mila abitanti. «È lo spettro della desertificazione»

di Donatella Beneventi
Carrara scende sotto 60mila abitanti. «È lo spettro della desertificazione»

Negli ultimi 10 anni hanno chiuso 200 attività di commercio fisso al dettaglio

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CARRARA. Un po’ più deserta, un po’ più povera, pigra, più istruita. È il ritratto di Carrara secondo l’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio. L’Isr ha messo a punto uno studio sullo stato di salute – economicamente parlando – della città: e il ricercatore dell’Isr Daniele Mocchi l’ha illustrato ieri alla commissione consiliare attività produttive i dati rilevati, che sono stati correlati alle cittadine limitrofe, da Sarzana a Pisa, per avere un quadro esaustivo e per suggerire soluzioni adottate altrove.

Meno abitanti

Il primo dato che emerge è che Carrara sta perdendo sempre più residenti: dal 2011 al 2021, la città ha perso 4.700 abitanti, in percentuale, meno 7 per cento, mentre Massa ne ha pesi 700: Carrara è la città che ne persi di più fra i dieci comuni più grandi della zona, posizionandosi al sesto posto per densità demografica. Secondo l’esperto si tratta di un processo «irrefrenabile» verso la desertificazione. Nel 2022 si è andati sotto 60mila residenti – soglia psicologica storica – nel comune di Carrara nella sua interezza.

...ma istruiti

Interessante è il dato sul livello di scolarizzazione, in controtendenza rispetto a molte realtà prossime: i carraresi sono mediamente persone istruite, circa il 54%, 31mila abitanti, ha un diploma o una laurea. Abbiamo a disposizione un capitale umano di buon livello anche se l’età media è alta, circa 50 anni.

Il portafoglio

Anche la redditività della città è in decremento, molto di più che nelle altre città comparate: il 70% dei carraresi ha denunciato un Irpef inferiore ai 15 mila euro – 22mila euro circa è il reddito medio imponibile dei carraresi – e i carraresi percepiscono un reddito medio inferiore di 100 euro al mese rispetto a quelli della Spezia, Lucca e Pisa, più ci sono i percettori di reddito di cittadinanza, 2.800 nuclei familiari che sono supportati da 500 euro mensili, circa il 3,2% delle famiglie locali. Il tasso di disoccupazione è molto elevato, il 12%, dato decisamente preoccupante, su di esso incide senza dubbio – secondo gli esperti – una spiccata preferenza a non spostarsi molto dal proprio domicilio: i carraresi sono un po’ pigri, cercano il lavoro sottocasa.

Commercio

Il settore del commercio è una valle di lacrime: negli ultimi dieci anni circa 200 attività del commercio fisso al dettaglio hanno chiuso i battenti o si sono convertiti in ambulantato, mentre le attività di somministrazione sono in ripresa ed è aumentato in maniera considerevole l’e-commerce, con una tendenza nazionale nel post pandemia del più 20% degli acquisti. Dalle indagini dell’Isr il 40% dei commercianti locali è intenzionato a vendere o cedere l’attività entro i prossimi tre anni. «Un primo punto di partenza – osserva Mocchi – potrebbe essere quello di matchare i giovani interessati a entrare nel mondo del commercio con i tanti che sarebbero disposti a cedere la loro attività, da un lato favorendo questo match e dall’altro formando i giovani per la loro iniziativa imprenditoriale. Sarebbe un primo passo, tra i tanti da compiere, per interrompere questo circolo vizioso». Se sull’online, il consumatore ricerca di media la tecnologia, come i cellulari o le tv, nel negozio si ricercano elementi come il rapporto qualità/prezzo, il made in Italy e l’accoglienza al cliente abilità che deve essere imparata anche tramite percorsi formativi; in questo tutta la commissione si è trovata pienamente d’accordo, essendo anche un tema già affrontato in riunioni precedenti, nel corso delle quali si era pensato di rivedere il bando Carrara Si-Cura e di legarlo a incentivi per le aperture con avviamento al commercio».


 

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