Il Tirreno

Massa

Vivono e dormono in un terrazzo e accendono un fuoco per scaldarsi: incendio in un palazzo

Vivono e dormono in un terrazzo e accendono un fuoco per scaldarsi: incendio in un palazzo

Terrore dei condomini, la coppia che ha causato l’incendio si era rifugiata in uno scantinato

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Non si allontanano di molto. Forse via Medaglie d’oro, a Castagnola, la sentono casa: vivono in un terrazzo a piano terra e lì sabato accendono un fuoco per scaldarsi. Il terrazzo, tra il terrore dei condomini, va in fiamme e loro – un uomo di 45 anni e una donna poco più giovane – fuggono e si sistemano in uno scantinato a pochi metri.

Quel balcone, con l’affaccio sul giardino, è dell’appartamento popolare in cui, in passato, ha vissuto la nonna di lui. Loro hanno abitato anche nella casa, senza però averne titolo. Quando sono stati allontanati e l’appartamento è stato chiuso, si sono sistemati nel terrazzo a pian terreno: lì dormono, cucinano, trascorrono le giornate. Sabato notte accendono un fuoco e le fiamme lambiscono la facciata del palazzo. La luce, il fumo, l’odore acre svegliano un condominio.

È il terrore in via Medaglie d’oro con intere famiglie costrette ad uscire dallo stabile: anziani, bambini, disabili. Qualcuno raggiunge il rubinetto nel giardino antistante l’edificio, attacca il tubo di gomma e comincia a spegnere le fiamme. È il panico: quando i vigili del fuoco e la polizia municipale arrivano, la coppia che viveva sul terrazzo se n’è andata. Poco lontano. Già domenica infatti i residenti si accorgono che i due si sono sistemati in uno scantinato, sempre di proprietà di Erp a pochi metri. Ieri in quello scantinato arrivano di nuovo i vigili urbani, insieme ai servizi sociali. È chiaro che la coppia abbia bisogno di sostegno. Serve una struttura che li accompagnai in un percorso, ma loro – spiega chi è intervenuto – quel sostegno lo rifiutano.

«Si tratta di due persone conosciute e seguite dai servizi – spiega l’assessora al sociale Amelia Zanti – Più volte abbiamo chiesto loro di accettare l’accoglienza in una struttura, ma non lo vogliono e non possiamo imporre una scelta che non condividono». Il comandante della polizia municipale Giuliano Vitali è intervenuto ieri mattina per allontanare la coppia dalla scantinato di proprietà dell’Erp e rimuovere quanto rimasto nel balcone dopo l’incendio: «Conosciamo quei due ragazzi, li abbiamo più volte invitati ad accettare aiuto. Anche ieri abbiamo proposto loro l’accoglienza in una struttura idonea alle loro necessità, ma non hanno accettato e si sono allontanati». A cercare un altro ricovero. Manuela Palmerini, del palazzo Erp di via Medaglie d’oro è la referente. Uno stabile che, per architettura e collocazione, si sottrae all’immagine del quartiere popolare. Immerso in un’area verde di cui gli stessi condomini si prendono cura, è simbolo di una comunità che funziona e che – garantisce Manuela – ha provato ad aiutare quei ragazzi i quali, morta la nonna di lui, dopo lo sgombero, vivevano in un balcone: «Siamo persone sensibili, conosciamo il ragazzo e la sua storia, molti di noi gli hanno offerto aiuto, ma non l’ha accettato. Le nostre segnalazioni hanno fatto seguito a situazioni di pericolo», come sabato, quando le fiamme si alzano dal balcone e lambiscono la facciata .


© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera