Il presidio
Si apre il magazzino dell’arte a Carrara e spunta un Cherubino Binelli
I consiglieri vanno a Pontecimato: c’è anche un’opera di Siani. Ci sono opere per una stima complessiva, prudenziale, di oltre 400mila euro
CARRARA. E alla fine il magazzino dell’arte si aprì. Sono le 12,30 di ieri, siamo a Pontecimato e i consiglieri comunali della commissione cultura – presieduta da Maria Mattei – varcano la soglia dell’ex scuola primaria della frazione. C’è anche l’assessore alla cultura Gea Dazzi. È una vista quasi “dovuta”, dopo il clamore suscitato da un qui pro quo che aveva fatto credere – stando a documenti (datati) inviati dall’ufficio cultura all’assessore di Fdi Massimiliano Manuel e su richiesta di quest’ultimo – che alcune sculture di grande valore fossero “al buio” (in un magazzino civico che non esiste più), quando in effetti sono esposte – da anni – al Mudac. Capitolo chiuso. Si guarda dunque a cosa c’è di prezioso – se di preziosità si tratta – nell’unico magazzino comunale rimasto di opere d’arte: quello di Pontecimato. Obiettivo, tirarle fuori da lì e valorizzarle, missione che appare bipartisan.
La stima
Ebbene, dalla visita della commissione consiliare di ieri – con alcuni funzionari dell’ufficio cultura del Comune che hanno fatto “da Cicerone” – è emerso che lì ci sono opere per una stima complessiva, prudenziale, di oltre 400mila euro.
Cosa c’è
L’ex assessora alla cultura della giunta pentastellata Federica Forti aveva già spiegato, di recente, al Tirreno «che tutto ciò che dal magazzino di Pontecimato era da tirare fuori, è stato tirato fuori con l’allestimento del MudaC». E, quasi contestualmente, in occasione dell’equivoco con Manuel, l’ufficio cultura del Comune aveva informato che a Pontecimato «ci sono opere che non hanno trovato spazio nei musei»; e che «per materiale, dimensioni, soggetto e necessità in alcuni casi di restauro, non sono probabilmente idonee alla collocazione sul territorio». Vediamo comunque che cosa hanno trovato i consiglieri. C’è, per esempio, “Per la resistenza”, opera di Cherubino Binelli, del 1974, stimata 15 mila euro. E “Farfalla venuta dallo spazio”, di Francesco Siani, del 1994, stima, 10 mila euro. Si parla di valutazioni di fine anni Duemila, fatte dal curatore dell’allora Biennale, ma comunque in grado di indicare che ci sono “oggetti” che possono essere rivalorizzati e ricollocati.
Il sollecito
«Questo testimonia quanto fino a oggi, a Carrara, non sia stata data importanza alla cultura – dicono i consiglieri Manuel, Andrea Tosi e a Simone Caffaz – Vogliamo essere di stimolo all’Amministrazione comunale: certe opere devono essere esposte in luoghi strategici della città, a beneficio di turisti e cittadini». Secondo Caffaz, ex presidente dell’Accademia di Belle Arti, «occorre una strategia e una visione, queste opere – dice – devono essere inserite in contesti adeguati». Per il consigliere Cosimo Ferri «è necessario avere chiarezza sulle stime».
Il futuro
Ed ecco l’agenda. «Servirà creare un tavolo, anche con tecnici – valuta l’assessora Dazzi – da cui avere una stima aggiornata e capire cosa può essere valorizzato e cosa sarà da smaltire. Poi si potrà pensare a una ricollocazione adeguata, partendo da ciò che è di maggior valore e valutando anche una rotazione all’interno dei musei di quanto recuperato, proprio per mostrare più opere possibili».
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