Meteo
Obbligo di ricreazione in classe: gli studenti del Meucci in sciopero per protesta
Il preside: motivi di sicurezza, pronto al dialogo
MASSA. Suona la campanella, ma loro – o almeno la maggior parte di loro – non entrano. Gli studenti dell’istituto Meucci ieri mattina scioperano, rimangono fuori dall’aula e dai cancelli della scuola, sul marciapiede lungo via Marina Vecchia. Assenti alle lezioni per protesta. Il dirigente Antonio Giusa ha disposto che i 15 minuti di intervallo, i ragazzi e le ragazze dell’istituto li trascorrono nelle loro classi: non solo non si può uscire in cortile – è in corso la definizione del piano di sicurezza e vigilanza per l’area esterna – ma neanche nei corridoi. Per i ragazzi, però, quel quarto d’ora è preziosissimo e va condiviso, non soltanto con i compagni, ma anche con studenti e studentesse che frequentano altre classi: chiacchierate, risate nei corridoi, merenda in compagnia. Il dirigente, di fronte alla protesta, non alza muri, ma si rende disponibile ad un incontro con i ragazzi. Chiarisce – lo ha già fatto con i rappresentanti – i motivi della sua decisione e si dice pronto ad accogliere proposte che arrivino dagli alunni.
Antonio Giusa, contattato, fa riferimento a problemi di sicurezza e a situazioni che, nei corridoi, hanno coinvolto, più studenti. Ma il Meucci è una scuola molto frequentata e in città si parla di litigate e tafferugli che hanno indotto il dirigente a decidere che la ricreazione venga trascorsa in aula: «La manifestazione degli studenti – sono le parole del preside – è stata pacifica, chiedevano di potere fare ricreazione in corridoio. Da venerdì scorso, infatti, l’intervallo si svolge in aula per motivi di sicurezza. È legittimo e normale che gli studenti siano scontenti della decisione che ho assunto anche se io ne avevo dato notizi ai loro rappresentanti. Questa mattina (leggi ieri ndr) ho incontrato gli studenti, ci siamo confrontati serenamente. Io ho spiegato loro che se protestando hanno esercitato un loro legittimo diritto, ce n’è un altro, di diritti, che sarebbe importante esercitassero ed è quello ad un’assemblea in cui discutano e individuino percorsi da condividere poi con la dirigenza. Ho infatti proposto agli studenti – prosegue il dirigente – un’assemblea già lunedì mattina per delineare un percorso. Io sono aperto al dialogo e alla piena collaborazione. I ragazzi si sono sentiti puniti, ma non era questo l’intento, loro stessi conoscevano il problema, purtroppo – è l’unico riferimento che Antonio Giusa fa ai motivi del suo provvedimento – ci sono state intemperanze – cosi le definisce – che hanno coinvolto più studenti. Ho chiesto agli alunni di avanzare una serie di proposte organizzative che vaglieremo insieme».
Come insieme – scuola e studenti – stanno lavorando ad un piano che consenta anche l’utilizzo da parte degli alunni – quando il meteo lo permette – degli spazi esterni ».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
