Il Tirreno

Il lutto

Addio a Nunzia, ultima superstite della terribile strage di Vinca

di Alessandra Vivoli
Nunzia Borzani Bernardi
◗
Nunzia Borzani Bernardi

Se ne va una testimone coraggiosa di un tempo difficile. Aveva 101 anni ed era stata maestra: fino alla fine era andata alle urne a votare

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. È stata lucida fino alla fine Nunzia Borzani, vedova del senatore socialista Giovanni Bernardi. Quella mente attenta, giovane, a dispetto dei 101 anni compiuti lo scorso 31 ottobre, è stata la sua forza, fino alla fine. E proprio la “testa” (come amava dire lei) l’ha sostenuta in una vita in cui non le è stato risparmiato nulla. A cominciare dal vivere, sulla propria pelle, una delle più terribili stragi delle recente storia: l’eccidio di Vinca, il suo paese natale.

Aveva solo 23 anni quando aveva visto la distruzione, la crudeltà e le fiamme nei luoghi, nelle case in cui era cresciuta. Nel suo paese, frazione di Fivizzano, in Lunigiana, fra il 24 e il 27 agosto 1944 le SS commisero uno degli eccidi più feroci della seconda guerra mondiale. Rasero al suolo un paese.

Nunzia aveva parlato, proprio con Il Tirreno di quei giorni che lei, allora ragazza ricordava come fosse stato ieri.

«C’era un odore, un odore acre. Era quello del paese che andava in fiamme. Io mi ero rifugiata a San Giorgio, ero con le mie amiche quando abbiamo visto la macchina dei mai morti e siamo scappate per i boschi. Lo sa? Il giorno che sono ritornata in paese non pensavo che la strage fosse una cosa così grande, così terribile, che avesse lasciato tanti morti e distruzione. Il 24 agosto del 1944 i tedeschi sono scesi dal Sagro, io mi sono incamminata per Vinca. Ho visto una donna, che si chiamava come me, Nunzia. Aveva l’età di mia madre, era morta, stesa a terra e i figli la stavano trascinando alla porta del cimitero. Ho pensato a mia mamma, sono corsa in paese, la casa era spalancata. Un uomo si è affacciato alla finestra: Nu’i tuoi sono salvi, sono scappati ai monti».

Nunzia quei giorni, quelle pagine della storia vissute in prima persona amava ricordarle spesso, con i figli (Bernardo e Alessandro) con i nipoti e con chi ha avuto il piacere di conoscerla.

Era una donna forte Nunzia, proprio come quelle di Vinca che amava raccontare così: «le donne di Vinca sono quasi tutte morte, uccise durante l’eccidio. Le ho viste per strada, sdraiate bocconi, quando camminavo verso la salvezza. Le donne, quelle che sono rimaste, hanno fatto poi andare avanti il paese, hanno contribuito alla ricostruzione. A un ritorno, difficilissimo, alla normalità».

Di quelle donne Nunzia Borzani aveva la tempra. La lucidità che ha guidato la sua intera vita.

La lucidità e il senso civico, di grande responsabilità sono state fondamentali per Nunzia Borzani. Sono stati i tratti del carattere che, all’ultima tornata elettorale l’hanno portata a varcare la porta del seggio  per esprimere il suo voto. Per lei non era un atto di eroismo, stava facendo semplicemente il proprio dovere.

Un atteggiamento che l’ha accompagnata per tutta la sua lunga vita. Una vita circondata da tanto affetto e sempre vissuta con dignità e fierezza, proprio fino alla fine.

Nunzia si è spenta nella sua casa a 101 anni, con la serenità e con il coraggio che non le sono mai mancate. Con lei se ne va una grande donna, una delle donne che hanno scritto la recente storia del nostro paese.






 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web