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Sara, Luca e chef Mauro: la sfida e la nuova stella delle Tamerici
Una lunga amicizia e una piccola realtà imprenditoriale con 20 dipendenti
CARRARA. È una storia di amicizia (quella vera). Di affetti, che durano nel tempo e di lealtà.
E, dietro alla stella Michelin conquistata dallo chef Mauro Ricciardi per la locanda “Tamerici” nel tempo record di pochi mesi (il locale è parto dal 12 maggio di quest’anno), c’è un ingrediente fondamentale: l’amore. Per i piatti, per le materie prime, per le tradizioni e per la famiglia. E, soprattutto, c’è la sfida di Luca (Soldati), la moglie Sara (Bellegoni) lo chef Mauro Ricciardi e di tante persone che purtroppo non ci sono più ma che di questa bella storia hanno scritto pagine importanti.
Questa per Mauro Ricciardi (70 anni portati con grinta) è la terza stella. La prima è arrivata nel 1997 sempre alle Tamerici, la seconda nel 2012 da Paracucchi. «Ma questa è quella che mi ha fatto commuovere – ammette – La dedico ai miei bimbi, la mia brigata, completamente nuova con cui abbiamo cominciato da zero. E ce l’abbiamo fatta».
Sara e il marito Luca della cucina e dello stabilimento balneare gestiti all’epoca da Mauro Ricciardi e dalla moglie Bruna, si sono innamorati tanti anni fa («Noi abbiamo aperto nel 1986, i Soldati sono stati fra i primi clienti» ricorda Ricciardi). Come clienti della spiaggia e del ristorante. È qui che si sono sposati, qui hanno fatto il battesimo delle loro tre figlie gemelle, qui hanno vissuto le estati più belle. E hanno deciso, da clienti, di continuare la tradizione del bagno Tamerici quando, nel 2013 Mauro e la moglie, per stanchezza, hanno deciso di cedere la concessione.
Il bagno è passato sotto la regia di Sara, che, da mamma di tre figlie (ora adolescenti) è diventata anche imprenditrice. Adesso il comparto Tamerici, fra spiaggia ristorante conta una ventina di dipendenti e lei ha ricalcato la vecchia gestione, che tanto aveva apprezzato come cliente. Poi è arrivato il momento di un investimento importante: quello che avrebbe fatto rinascere la mitica locanda, uno dei primi ristoranti stellati della fine degli anni Ottanta nella nostra zona. «Io volevo vendere, Sara, suo padre, indimenticato Mario, e Luca mi hanno convinto che non potevano essere che loro i proprietari – racconta Ricciardi – Sara mi disse: non puoi tradirmi. E così è stato».
Nel mezzo di questa storia c’è la pandemia, il lock down e un locale che piano piano riprende forma. Con una condizione, un patto fra persone che si stimano e si vogliono bene: in cucina doveva esserci Mauro Ricciardi. La cucina doveva essere a sua immagine e somiglianza e anche la pasticceria.
E così la vecchia locanda, affidata alle abili mani della archistar Paola Navone, è stata completamente rinnovata, con uno stile inconfondibile. Il 22 maggio scorso ha riaperto i battenti. «Ai miei bimbi (così chef Ricciardi chiama la brigata) ho detto solo che io non avevo perso l’animo, che insieme avremmo potuto fare grandi cose. All’inizio non è stato facile: ma alla fine abbiamo cominciato a marciare tutti nella stessa direzione».
E, pochi giorni fa la sfida vinta. La stella conquistata a tempo record. «La dedico alle famiglie Soldati e Bellegoni, a Sara che per questo locale ha dato l’anima e a tutti i miei ragazzi. Quando mi hanno chiesto le foto, dalla guida Michelin, ho pensato: oddio ce l’abbiamo fatta! È stata una gioia».
E la storia della locanda Tamerici non è ancora finita: si sta lavorando anche per fare ripartire– a breve – l’hotel, proprio come una volta. Una rinascita che parte da lontano, da un legame di amicizia e stima. «La cucina di Mauro ci ha fatto innamorare – spiega Sara – per i suoi pochi ingredienti e tanti sapori». Proprio come quelli di questa bella storia.
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