Il Tirreno

Pontremoli

Guida il Tir ma doveva essere in carcere

Guida il Tir ma doveva essere in carcere

Cinquantatrenne fermato dalla polizia stradale con documenti falsi

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Pontremoli.  Lo fermano alla guida di un Tir e lo arrestano: e così si scopre che doveva essere in carcere per ordine della Corte di Appello di Milano

Tutto inizia qualche giorno. Sono le 15 e una pattuglia della polizia stradale di Pontremoli, durante il consueto pattugliamento autostradale, ha intercettato e fermato, per un controllo, un Tir con targa italiana. Alla guida c’è un uomo di 53 anni, nato e residente in Albania.

C’è però qualcosa che non torna. Il conducente del Tir parla un italiano impeccabile: eppure, dal passaporto esibito risulta di non essere mai stato in Italia. C’è qualcosa che non va.

E così gli agenti di polizia fanno ulteriori controlli: anche dall’esame delle impronte digitali emerge che il camionista è, in realtà, un’altra persona: è ricercato per scontare una pena di circa nove mesi di carcere per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, commessi durante il suo soggiorno in Italia.

Dopo essere rientrato in Albania, aveva cambiato il suo nome di battesimo, cosa legittima nel suo paese e si era fatto rilasciare un nuovo passaporto e una nuova patente di guida, pensando che, con tale stratagemma, non sarebbe mai stato scoperto.

Non aveva, però, fatto i conti con gli investigatori pontremolesi, che, anche questa volta, sono stati più abili di lui e l’hanno scoperto, arrestato e accompagnato nel carcere di Massa.

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