Carrara, usa la carta del suo ex morto per fare benzina e al supermercato
A processo con le accuse di truffa e ricettazione una cinquantenne e sua nuora. Le donne avrebbero pagato benzina e spesa anche dopo il decesso dell’85enne
CARRARA. I contanti non li usa quasi più, utilizza la carta di credito. Pagamenti digitali per qualsiasi cosa: lei striscia la carta per la benzina, per la spesa al supermercato, per gli acquisti quotidiani e non solo.
Peccato però che quella carta non sia la sua: è intestata, infatti, ad un carrarese di 85 anni che la donna, cinquantenne, frequenta da qualche mese. Eppure lei quella carta di credito la usa correntemente e la presta pure alla nuora perché possa fare acquisti serenamente, senza mettere mano al portafogli. E non è finita: la carta rimane nelle mani della cinquantenne anche dopo la morte dell’anziano, lei e la moglie di suo figlio continuano a pagare “strisciando”.
Spese di ogni tipo e il conto corrente dell’uomo sempre più povero fin quando gli eredi dell’anziano notano che qualcosa non va, vogliono vederci chiaro e sporgono denuncia, si apre quindi l’indagine e la questione finisce nella aule di tribunale.
Tutto comincia – per ricostruire la vicenda – con il legame tra la donna, poco più di 50 anni, e l’anziano: entrambi di Carrara, si conoscono, si frequentano e comincia una storia. La donna inizia ad utilizzare la carta di credito dell’uomo per gli acquisti correnti; dalle ricostruzioni degli inquirenti emerge che quella stessa carta più di una volta la utilizza anche la nuora della signora. Quando l’85enne muore, le donne – stando alla tesi dell’accusa – non smettono di strisciare la carta per la benzina e per la spesa al supermercato, fin quando gli eredi dell’anziano non sporgono denuncia. Le spese con pagamenti digitali sono facilmente tracciabili, così gli inquirenti risalgono alle cinquantenne e alla nuora che finiscono nei guai.
Entrambe, infatti, sono davanti al giudice monocratico, difese dall’avvocato Giuseppe Del Papa: la più anziana deve rispondere di truffa per essere riuscita ad entrare in possesso della carta di credito e per averla utilizzata anche dopo la morte dell’uomo.
Per la nuora della donna l’ipotesi accusatoria è invece quella della ricettazione perché – sostiene la pubblico ministero – avrebbe utilizzato la carta di credito dell’85enne carrarese ottenuta dalla suocera in maniera illecito.
Ieri mattina in aula, di fronte alla giudice Antonella Basilone, l’udienza del processo che si è conclusa con il rinvio al prossimo 22 novembre.
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