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Massa, luci spente nei negozi contro il caro bollette. Commercianti in ginocchio: «Così non resistiamo»
Sanno che non è una soluzione, ma sanno anche che un segnale è indispensabile: «Mentre le luci erano spente sono entrati clienti che hanno compreso le motivazioni della nostra protesta, ne abbiamo parlato perché, come noi, anche le famiglie si misurano ogni giorno con il problema»
MASSA. Sanno che non è una soluzione, ma sanno anche che un segnale è indispensabile. Per dire che il settore commerciale – come molte famiglie del resto – non ce la fa. E il rischio è che, con l’autunno, molti abbassino le serrande. Un segnale di protesta, quindi, spegnere le luci, mercoledì 31 agosto, per un quarto d’ora a mezzogiorno, per dire che bollette così alte chi vive di commercio non le regge. Una iniziativa promossa da Confcommercio, Federdistribuzione, Ancd-Conad e Ancc-Coop. Così ecco che ieri mattina il bar La Perla, in via san Sebastiano, è nella penombra: lampadine spente. Il titolare, Bruno Ciuffi, è anche presidente locale di Confcommercio: «La protesta è il segnale di una categoria che si ritrova a pagare per prima le conseguenze di una crisi che è solo all'inizio. Imprenditori, commercianti, ambulanti, ristoratori sono persone caparbie, abituate per natura e professione a non mollare, ma attenzione a non esagerare nel metterci alla prova, le ricadute sarebbero devastanti per il tessuto sociale. I politici si fermino, abbiano la capacità di dimostrare che di fronte a crisi di questa entità le necessità dei cittadini, in quanto essere umani, vengono prima di qualsiasi cosa. C’è bisogno subito di interventi seri e duraturi».
Poco distante dalla Perla, la vetrina del negozio Fioroni non è illuminata e in galleria, al laboratorio orafo Adamas non si lavora: serve luce per realizzare gioielli e la titolare Laura Luppolini l’ha spenta: «Ho aderito perché i rincari sono tangibili e questo non è ancora niente. Mentre le luci erano spente sono entrati clienti che hanno compreso le motivazioni della nostra protesta, ne abbiamo parlato perché, come noi, anche le famiglie si misurano ogni giorno con il problema». La condivisione nella difficoltà: tutti i commercianti, soprattutto nel mese di luglio, si sono visti arrivare bollette da capogiro per il consumo dell’energia, raddoppiate e talvolta triplicate rispetto ai mesi scorsi. È il caso, ad esempio, delle attività dell’imprenditore Lino Rossi, che per il suo bar a Marina di Massa, solo per il mese di luglio, ha dovuto pagare una bolletta di 4.600 euro, rispetto – spiega – ai 1.400 euro precedenti, mentre il bar in via Eugenio Chiesa a Massa, da circa mille euro è arrivato a dover versare 3.699 euro di corrente elettrica: «Non ce la possiamo fare e ad agosto ci aspettiamo ancora di peggio, dato il grande caldo e l’utilizzo inevitabile e continuato dell’aria condizionata – motiva Lino Rossi- Oltre al caro bollette stiamo vivendo anche il rincaro delle materie prime e, purtroppo abbiamo dovuto aumentare i prezzi, ma, nonostante questo, ci stiamo rimettendo comunque. Il problema è che se non stiamo attenti e rincariamo troppo, i clienti, già alle prese con l’inflazione, non vengono più». Un gatto che si morde la coda e un appello a salvaguardare un settore e l’economia del Paese.
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