Il presidio
Maltempo, paesi senza acqua e luce da due giorni per la tempesta
L’ex consigliere comunale Simone Ortori: “Basta con il dire che sono eventi eccezionali, il tempo è cambiato e Gaia si deve adeguare, ad esempio con generatori che garantiscano il servizio anche in assenza di corrente”
MASSA. Cadono centinaia di alberi, si abbattono sulle linee elettriche, sui pali che le sorreggono, sulle centraline. La rete va in tilt. Si ferma anche la centralina che alimenta le pompe dell’acquedotto del Cartaro. Sono quelle pompe a garantire l’acqua a numerose frazioni montane, ma non solo. In interi paesi dal rubinetto non esce una goccia. Niente acqua, ieri, a 30 ore dal finimondo, a Bargana, Bergiola Maggiore, Forno, San Carlo, Cappuccini, Volpigliano, Tombara, Altagnana, la Rocca, le Grazie, Tecchioni e Cupido. Niente acqua e niente luce fino al pomeriggio. Ieri, dopo le 18, la maggior parte dei paesi accende le lampadine, a Forno invece è un po’ più complicato: n on scende acqua dai rubinetti, la maggior parte delle case non ha energia elettrica e dove la corrente arriva, il voltaggio è così basso che non ci si può permettere di accendere una seconda lampadina.
L’acqua manca anche a Colonnata, a Carrara, ancora per problemi alle centraline e in Lunigiana a Posterla di Fosdinovo. A Stadano di Aulla l’acqua ieri pomeriggio torna, ma la luce no. A Pontremoli centro dal rubinetto esce acqua torbida. Nella maggior parte dei paesi arriva l’autobotte, a Pariana ci si approvvigiona alla fontanella nella piazza. Il disagio è enorme, ci sono paesi che rimangono senza acqua e luce per oltre 30 ore, senza possibilità di conservare il cibo e spostarsi, nonostante le strade riaperte, non è proprio una passeggiata. A Massa i tecnici di Gaia e del Comune ieri lavorano senza sosta per installare un generatore di corrente, alternativo alla fornitura di Enel, in modo da alimentare l’impianto di sollevamento. Ce la fanno verso le 18 e 30. Il generatore mette in funzione le pompe e per la serata è previsto l’arrivo dell’acqua nelle case. Ma quelle lunghe ore di attesa mettono in difficoltà intere comunità: «Non è la prima volta che si rimane senz’acqua – scrive Simone Ortori, ex consigliere e residente di Pariana – eppure il monte Belvedere, come il versante di Forno Casette sono pieni di acqua. E basta con il dire che sono eventi eccezionali, il tempo è cambiato e Gaia si deve adeguare, ad esempio con generatori che garantiscano il servizio anche in assenza di corrente o con il ripristino dei collegamenti con i serbatoi con acqua di sorgente, almeno per tamponare i casi di emergenza. Vogliamo la garanzia dell’acqua e dell’energia eletrica, come Gaia ed Enel vogliono la garanzia del pagamento della bolletta. Ed il primo a muoversi, per la tutela dei diritti degli utenti, dovrebbe essere il sindaco. In assenza di investimenti, soprattutto per quanto riguarda l’autonomia delle pompe di sollevamento – conclude Ortori – al prossimo temporale, saremo alle solite. Scommettiamo? Ai cittadini il giudizio, sulle priorità di spesa che dovrebbe avere un Comune».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
