Il Tirreno

La protesta del lapideo

Marmo, ora l’accordo c’è ma gli operai sono spaccati

Luca Barbieri
Marmo, ora  l’accordo  c’è   ma  gli operai sono spaccati

Manca l’ok dei lavoratori prima della firma del nuovo contratto. I sindacati: abbiamo fatto il possibile. E lo sciopero viene ritirato, ma continua lo stato d'agitazione

4 MINUTI DI LETTURA





Carrara Un tavolo durato oltre cinque ore. Con una pausa, a metà pomeriggio, per un primo confronto tra sigle e lavoratori, quelli fuori in attesa di risposte per il primo aggiornamento sulle questioni cruciale. Sono passate le 20,30 di ieri sera (13 luglio) quando escono dalla sede apuana di Confindustria le sigle sindacali, le categorie, gli esponenti della Lega del Cavatore, dopo l’incontro con la delegazione degli industriali iniziato poco dopo le 15,30. E dopo quattro giorni di scioperi, cortei, blocchi e manifestazioni, a sei giorni dal primo confronto ecco il punto d’intesa tra sigle e industriali. L’accordo, in sostanza. E dunque, traducendo in numeri e dettagli: quasi 1800 euro in più all’anno in busta paga per i lavoratori delle cave, pronti a passare a quota 1500 euro per quelli al piano, complessivamente. Poi un pacchetto di 32 ore – da maggio ad agosto – fatti di permessi speciali, gestiti azienda per azienda, retribuiti, per rispondere al capitolo riduzione dell’orario di lavoro. Solo successivamente verrà affrontato il tema della formazione (leggi cava scuola, su tutti), mentre l’accordo incassa l’ok anche per l’aumento della mensa. Tutto partirà non nel 2024, ma sarà retroattivo: dal primo gennaio 2022.

«Mancano solo le firme, per noi è un punto d’approdo e anche per loro è l’approdo massimo ci hanno ribadito. Abbiamo ottenuto tutto quello che chiedevamo? No, però siamo consapevoli di aver ottenuto molto, un contratto migliorativo rispetto a quello del 2018, con 800 euro in più netti, per esempio, per i lavoratori alle cave, e un aumento simile, in proporzione, per il piano; migliorativo anche se guardiamo i numeri del 2015», ripetono il segretario apuano Cgil Nicola Del Vecchio, Leonardo Quadrelli (Fillea Cgil), Daniele Battistini (Feneal Uil). Insomma, un accordo, per le sigle e gli industriali, con i sindacati chiamati poi a presentare il pacchetto, la bozza, ai lavoratori fuori dalla sede di viale XX Settembre. Contenuti che però non hanno convinto del tutto i lavoratori spaccati sui dettagli e che fino a tarda serata sono rimasti a confrontarsi con i vertici delle sigle sul da farsi, in attesa della firma che potrebbe arrivare proprio in queste ore, mentre lo sciopero è stato ritirato, ma prosegue lo stato d’agitazione e seguiranno altre assemblee.

Ricapitoliamo le richieste iniziali delle sigle contenute nella piattaforma (provinciale, mentre in queste ore è in corso la trattativa anche per il contratto nazionale) I punti nella piattaforma delle sigle come noto andavano dalla riduzione dell’orario lavorativo a 35 ore settimanali rispetto alle 39 attuali (40 al piano, ricordiamo) a parità di salario. Poi, oltre al capitolo formazione, le richieste dal punto di vista economico: dall’indennità di mensa da portare a 8 euro (da 5,21 euro attuali); mentre sul premio assiduità lavorativa ci «hanno offerto solo 0,70 euro al giorno, dal 2024», ma, come ribadito più volte dalle sigle – un lavoratore del monte potrebbe perdere, in quattro anni, rispetto al precedente contratto integrativo, fino a 2.050 euro e sarebbero 1.550 euro per quelli del piano; capitolo welfare: «Solo 200 euro, rispetto ai 454 dell’ultima volta».

Nel frattempo, nella giornata di ieri, è arrivata una nota sulla questione a firma di Fratelli d’Italia. «Siamo vicini a lavoratori e famiglie, il lavoro è importante come la dignità nel lavoro. I sindacati chiedono riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario o un aumento in busta paga, gli industriali non accettano le due ipotesi. Industriali e sindacati devono tornare a sedersi allo stesso tavolo, devono trovare un punto d’incontro. Siamo disponibili ad ascoltare le istanze dei lavoratori per cercare di risolvere una situazione che si sta protraendo da vari giorni, chiediamo anche l’intervento della Regione e dell’assessore Leonardo Marras per avvicinare le parti sul rinnovo del contratto provinciale del lapideo. Il settore del marmo dà lavoro a migliaia di persone e dà lustro a livello mondiale a Carrara e alla Toscana», hanno dichiarato, prima dell’incontro del tardo pomeriggio, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, vicepresidente della commissione sviluppo, il coordinatore provinciale Marco Guidi, il coordinatore carrarese Lorenzo Baruzzo, il dirigente nazionale Alessandro Amorese e il consigliere comunale Massimiliano Manuel.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino