Il Tirreno

Spariscono 50 euro falsi, a processo vice dirigente della Polizia Stradale

Banconote da 10 euro (foto archivio)
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Banconote da 10 euro (foto archivio)

Facevano parte di uno stock di banconote falsificate sequestrate al casello

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MASSA. Da quattro anni sotto accusa per omessa custodia di 5 pezzi da dieci euro, falsi. Proprio così: ieri mattina, in tribunale, nuova udienza per la vicenda un po’ paradossale che coinvolge il vice dirigente della diviione anticrimine della polizia stradale, Marco Morigoni, all’epoca dei fatti (siamo nel 2016) comandante della squadra della polizia giudiziaria della Polstrada apuana. Sulla base di quanto ricostruito, in sostanza al casello di Massa vengono bloccati due “spacciatori” di banconote false: hanno con sè 243 pezzi di varia taglia, dai 10 ai 50 euro. Un bel colpo della Polstrada apuana, è indetta una conferenza stampa (due anni dopo furono arrestate quattro persone), le banconote vengono esaminate dalla scientifica per tentare di risalire all’eventuale centrale di fabbricazione, e infine mandate alla Banca d’Italia; a un certo punto di questi passaggi, si scopre che all’appello mancano cinque pezzi da dieci. La dirigente dell’epoca (oggi in servizio in altra provincia) presenta denuncia a carico del suo responsabile di P.g., appunto Marco Morigoni, che però, come si sta scoprendo nelle fasi del processo, praticamente quelle banconote false non le ha mai viste. Ricostruisce l’avvocato difensore Giovanni Cantelli: «La denuncia fu fatta al mio assistito non per un motivo particolare, ma perché non c’era un vero referente che dovesse occuparsi di queste banconote. Tra la stranezze, si è scoperto che le banconote non furono messe nell’armadio blindato del comando, perché non era stato possibile aprirlo; non c’era un duplicato della chiave a disposizione, e fra l’altro, quando l’armadio è stato aperto, nel 2019 nel corso delle indagini, si è visto che il registro dei sequestri era fermo al 2014, praticamente da quando non c’era più il duplicato. Una cosa è certa - aggiunge - quei soldi, falsi, mai sono stati consegnati a Morigoni, e invece sono passati per molte mani. Quando fu chiamato per la denuncia, aveva già cambiato ufficio, era andato alla divisione anticrimine». Il giudice dottor Tori ha fissato per il prossimo 27 luglio l’’udienza per la discussione finale del processo.l

M.B.

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