Il Tirreno

Abbattuto lo storico pioppo nero Turano dice addio al “suo” albero

Aldo Antola
Abbattuto lo storico pioppo nero Turano dice addio al “suo” albero

La storica e scrittrice Aurora Manfredi: scompare una grande testimonianza. «Il paese è stato privato di una ricchezza botanica e di un simbolo importante»

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MASSA. Ha fatto scalpore, sorpresa e disappunto l’abbattimento del secolare pioppo nero a Turano. Un albero che dire storico o antico non gli rende giustizia. Molti i commenti a Turano. Riportiamo quello della storica e studiosa e scrittrice Aurora Manfredi. «C’era un albero, tanto antico che memoria non si ha. Ora non c’è più. Sciaguratamente ne è stata decretata la morte. Perché e chi ha deciso”? » Chiede e si chiede.

«Non è più possibile tacere di fronte a questi scempi. Gli Alberi monumentali sono una ricchezza botanica ma anche storica, culturale, tutelati dalla normativa vigente. Nel territorio di Massa ce ne sono diversi, dimenticati e sottoposti alla malasorte. Quella che è capitata al meraviglioso Pioppo Nero di Turano! Albero centenario, inserito nel contesto ormai urbanizzato di Turano, era una importante testimonianza sopravvissuta di quel grande bosco che già nel Medioevo si estendeva dalle pendici di Monte Pepe all’attuale via Bagaglione». Una Aurora veramente amareggiata, prende fiato e continua. «Il Pioppo segnalava inoltre anche la presenza di un antico passaggio a piedi (ora privatizzato) che, scendendo dal perduto convento di S. Remigio (sec. XII) si dirigeva verso la pianura e S. Cristoforo, collegandosi alla Via Romana. Quindi pianta monumentale, monumento botanico, ma anche riferimento storico-culturale. Ebbene questo albero non c’è più! Gli alberi sono stati la prima forma di religiosità del genere umano come ci insegna la storia. A partire dal mitico frassino di Yggdrasill (nella mitologia albero del mondo, asse e sostegno del mondo) . La presenza di alberi sacri è testimoniata nel tempo. Dai Romani al Medioevo, alcuni di questi alberi ubicati in luoghi strategici danno spesso origine ai Lucus, boschi sacri. Boschi intoccabili, spesso recintati ed accessibili solo in occasione di cerimonie o ricorrenze particolari delle comunità. Nel Medioevo in particolare i grandi alberi indicavano una direzione, un cammino, un crocevia, come nel caso del Pioppo nero di Turano, e la loro presenza e sopravvivenza è testimonianza viva di una fase di vita di un territorio che si è persa nel tempo, sopraffatta spesso dalla eccessiva urbanizzazione». «Secondo le vigenti leggi in materia, – continua a spiegare la scrittrice – gli alberi monumentali sono “riconosciuti” sia per il loro alto valore ambientale, sia per il valore culturale di cui sono i testimoni. Un albero monumentale infatti non è solo un “grande albero”; esso è soprattutto un elemento naturale del paesaggio “sopravvissuto”, una testimonianza di una precisa fase della vita degli uomini che, attraverso le generazioni, lo hanno piantato, accudito e (a vario titolo) goduto. Nel 2016 Il Pioppo Nero di Turano era stato inserito nel registro di Arbres Monùmentaùx come esemplare n. 27127, con tanto di geo localizzazione. All’epoca registrava una circonferenza di ben 4.30 metri. Questo albero centenario non c’è più».

La Manfredi chiude ricordando le leggi precise che obbligano i comuni a censire e salvaguardare questi patrimoni naturalistici ambientali e torna a chiedersi chi e perché questo pioppo sia stato abbattuto, se esiste la relazione di un agronomo e se “la Forestale è stata informata”? Antonella Aurora Manfredi è Guida ambientale escursionistica e storica. È conosciutissima a Massa ed in Toscana proprio per la sua attività che sviluppa quotidianamente e che è molto seguita da appassionati ed escursionisti.l


 

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