Blockchain, il progetto pilota La tecnologia per la filiera
Convegno di tre giorni: «Dalle cave fino all’imbarco di un’opera d’arte»
CARRARA. Blockchain, un successo la tre giorni carrarese. L’evento in programma nei giorni scorsi a Marina di Carrara, rivolto in particolare alla piccola e media impresa era all’interno di un’iniziativa promossa nell’ambito di due progetti europei coordinati da Ditecfer, il Distretto per le tecnologie ferroviarie, l’alta velocità e la sicurezza delle reti. Uno chiamato Stars e l’altro Exxtra, in collaborazione con l’European railway clusters initiative, il meta-cluster dell’industria ferroviaria in Europa.
«La blockchain, letteralmente catena di blocchi, sfrutta le caratteristiche di una rete informatica di nodi e consente di gestire e aggiornare, in modo univoco e sicuro, un registro contenente dati e informazioni, come nel caso delle transazioni, in maniera aperta, condivisa e distribuita, senza la necessità di un’entità centrale di controllo e di verifica», ha detto Daniele Matteini, presidente Ditecfer. Tanti gli interventi della tre giorni che ha avuto come cornice il Village di The Italian sea group. La sicurezza informatica nelle ferrovie e le sfide nella logistica multimodale, ma anche negli ambiti produttivi più comuni e di filiera, alcuni dei temi, con la chiosa “Dalla grotta al porto”, la visita a bordo delle jeep alla scoperta della filiera del marmo, dalle cave fino all’imbarco di un’opera d’arte al porto di Marina di Carrara: questa la prima filiera toscana che ha utilizzato la rete blockchain del progetto infatti. Una soluzione tecnologica quella adottata da Ditecfer, ideata da Apuana società benefit, una start up locale innovativa, costituita nel 2019. «La società è tra le prime in Italia con questa forma giuridica – ha spiegato il direttore operativo Claudio Morelli – gestisce il marketing di due marchi commerciali, sotto ai quali si sono aggregate due reti, la rima è myLedger.it e l’altra è Apuana corporate». «La nostra società ha come obiettivo – ha aggiunto l’amministratore Virginio Mori – l’evoluzione del comparto manifatturiero italiano, ottenuta favorendo l’adozione da parte delle imprese di una serie di tecnologie abilitanti, finalizzate all’aumento del valore percepito per unità di prodotto, anziché al perseguimento di economie di scala basate sulla produzione industriale di massa che rappresenta ormai nei sistemi economici maturi un modello fuori dal tempo, troppo impattante in termini di costi indiretti sulla società e sull'ambiente che ci circonda». Insomma una tre giorni di tecnologia di livello internazionale applicata al contesto locale, partendo dalla filiera lavorativa carrarese dallo scalo fino al settore lapideo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
