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Mette a segno 13 colpi, è ai domiciliari ma ingaggia una rissa al bar: sfugge all’arresto in moto

L’uomo faceva parte della banda della raffica furti ai bar e alle pasticcerie. Era sottoposto a una misura che lo costringeva a stare in casa per alcune ore al giorno. Doveva andare in carcere ed è scappato. L’avvocato lo ha convinto a consegnarsi


22 giugno 2022 Alessandra Vivoli


MASSA. La storia parte da lontano. Dai mesi più duri del lockdown, oltre un anno fa, quando una vera e propria “banda” aveva messo nel mirino bar e pasticcerie di Massa. Una serie di raid (13 furti in pochi mesi) che avevano creato sgomento nei titolari già alle prese con la crisi legata alle aperture a singhiozzo.

Questo accadeva oltre un anno fa. I responsabili dei furti erano poi stati individuati e c’era stato il processo. Per due di loro si sono aperte le porte del carcere. Per il terzo componente della banda, Luca Franchi, l’avvocato aveva ottenuto la riduzione della misura. In sostanza l’uomo aveva potuto fare ritorno a casa ma, come da disposizione del giudice aveva delle restrizioni. Doveva rimanere in casa, nell’abitazione alla periferia di Massa, dalle 19 e 30 fino alle 7 e mezzo del mattino.

Arriviamo quindi ai giorni nostri. L’altra settimana scoppia una rissa, per futili motivi in un bar della città. Arrivano i carabinieri e trovano, fra i protagonisti dell’alterco anche lo stesso Franchi. E lo trovano a un orario a lui non consentito, ben oltre le sette e mezzo di sera.

A questo punto, avendo anche altre segnalazioni di questo genere a suo carico, la Procura di Genova (la riduzione della misura era avvenuta in sede di appello) determina una aggravio delle misure a carico di Franchi e per lui viene disposto il rientro in carcere.

Quando i carabinieri si presentano a casa, questa volta non per semplici controlli ma per portare in carcere l’uomo, lui scavalca il cancello sul retro dell’abitazione, sale in sella alla sua moto e scappa. Facendo perdere le sue tracce.

Siamo quasi alla fine della scorsa settimana: viene emanato un mandato di cattura.

Ma, a questo punto della vicenda, interviene con un ruolo molto importante l’avvocato, David Cappetta, che, fin dal primo grado, assiste l’uomo coinvolto nella raffica di furti nelle pasticcerie.

Luca Franchi chiama proprio lui, il suo avvocato e quest’ultimo lo convince a tornare indietro (probabilmente l’uomo era già all’estero) e di costituirsi. Ed è proprio così che è avvenuto nelle scorse ore.

Franchi si è presentato nello studio dell’avvocato Cappetta. Da lì sono stati chiamati i carabinieri ed è lì che l’uomo si è costituito. Per lui si sono quindi riaperte le porte del carcere.

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