Il Tirreno

Cgil, Del Vecchio nuovo segretario. È il più giovane in tutta la Toscana

Manuela D’Angelo
Il passaggio di consegne tra Paolo Gozzani e Nicola Del Vecchio
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Il passaggio di consegne tra Paolo Gozzani e Nicola Del Vecchio

«Dobbiamo chiedere alla politica di fare scelte per ridurre il divario tra i cittadini». Appuntamento in piazza a Roma il 18 giugno per la pace, il lavoro, la giustizia sociale

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MASSA. «Una Cgil capace sempre di rispondere ai bisogni delle persone che rappresenta; aperta, accogliente, con uno sguardo verso il futuro, ma legata ai suoi valori fondamentali: la lotta alle disuguaglianze, la pace, la democrazia e la giustizia sociale». Nicola Del Vecchio da ieri è il nuovo segretario generale del Cgil di Massa-Carrara; il più giovane della Toscana e tra i più giovani in Italia: classe 1983, nato a Carrara, una laurea magistrale in Scienze politiche con indirizzo in gestione delle risorse umane, conseguita a Pisa con una tesi di laurea su Bruno Trentin e le lotte operaie dal secondo biennio rosso fino alla marcia dei 40mila alla Fiat. È stato collaboratore del Tirreno. Del Vecchio ha una figlia di 8 anni e la passione per la corsa in montagna. Già segretario per la Filctem, è stato eletto ieri mattina dall’assemblea all’unanimità – salutato dal canto dell’Internazionale – succedendo a Paolo Gozzani, al quale ha dedicato la sua soddisfazione personale e professionale per essere arrivato così giovane a guidare a livello provinciale un grande sindacato come la Cgil. Tempo di abbracci, di qualche lacrima di commozione e di ricordi, ma anche tante cose da fare: «Pace, lavoro, democrazia e giustizia sociale sono le nostre parole d’ordine e devono diventare patrimonio comune di tutti noi», ha detto Del Vecchio nella sua relazione, ieri mattina all’Autorità portuale di Marina di Carrara. «Viviamo tempi segnati da incertezza sul futuro. Dobbiamo chiedere alla politica», così prosegue la relazione, «di fare scelte diverse in grado di ridurre i divari tra i cittadini, così da migliorare la vita delle persone che rappresentiamo. Assistiamo a una guerra dentro i confini dell’Europa e la storia ci insegna che in guerra i primi a soffrire sono le lavoratrici e i lavoratori e i primi a morire sono i giovani sotto le armi, le donne, i bambini e gli anziani che non riescono a fuggire. Alla politica diciamo anche che servono azioni capaci di redistribuire la ricchezza e il sapere; serve ridare dignità al lavoro così da realizzare una società inclusiva; investire per combattere ora vecchie e nuove povertà». A livello territoriale – continua Del Vecchio – «penso alla necessità di tempi certi per le bonifiche; il recupero delle aree industriali all’uso produttivo, con il settore manifatturiero e la vocazione della Zona industriale centrali in un’ottica di ripresa del tessuto economico. Serve rafforzare la rete dei trasporti; che sia garantito il collegamento ferroviario tra il porto e la zona industriale e che la rete viaria sia adeguata anche alle esigenze eccezionali della tipologia di manufatti che si stanno producendo. Manca poi un piano relativo al settore alberghiero. Questo territorio deve proporre un’offerta turistica migliore, che sviluppi anche le interconnessioni con la Lunigiana, aiuti il commercio locale e si coordini con le potenzialità della Toscana. Vogliamo avere voce sul Pnrr, contrattare e non fare gli spettatori passivi. Servono investimenti negli edifici scolastici e dobbiamo ribadire il ruolo centrale della sanità pubblica, perché l’emergenza covid ha messo in evidenza come sia indispensabile potenziarla e valorizzarla, destinando risorse e facendo investimenti nella sanità territoriale. Queste sono solo alcune delle nostre proposte. Non ci fermeremo né a livello locale né a livello nazionale e per questo il 18 giugno scenderemo in piazza, per i nostri lavoratori e i pensionati».

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