Michelucci, Moore e il Maestro, al CarMi la vitalità del marmo
Inaugurata ieri la mostra sul Memoriale in onore di Michelangelo Buonarroti. Il sindaco: «Il museo debutta nell’arte contemporanea». Visitabile tutta l’estate
CARRARA. Ha inaugurato presso il CarMi di Carrara la mostra “1972. Michelucci, Moore e Michelangelo. La vitalità del marmo”, a cura di Marco Ciampolini ed Emanuela Ferretti. L’evento espositivo sarà visibile al pubblico fino al 15 settembre (oggi sarà aperta). A quasi quattro anni dall’apertura del museo a Villa Fabbricotti nel parco della Padula, l'amministrazione comunale – grazie a una iniziativa dell’assessore alla cultura Federica Forti (assente ieri causa Covid) – ha organizzato un’esposizione dedicata alla vicenda progettuale del Memoriale in onore di Michelangelo, promosso nei primi anni Settanta, che vide impegnato l’architetto Giovanni Michelucci.
Una serie di esposizioni di richiamo nazionale al centro della mostra: celebrazione antiretorica del rapporto dell’artista con Carrara, il progetto è stato elaborato fra il 1972 e il 1975 da Michelucci (1891-1990), figura di assoluto rilievo dell’architettura del Novecento. La proposta del maestro pistoiese – fra architettura e scultura, memoria e trasferimento di saperi, celebrazione delle maestranze carraresi e valorizzazione delle cave – si sarebbe dovuta arricchire con il coinvolgimento dello scultore Henry Moore (1898-1986), presenza significativa nell’area apuana fin dagli anni Cinquanta.
«L’esposizione che andiamo a inaugurare oggi (ieri, ndr) è il primo risultato dell’accordo quadro di ricerca recentemente stipulato fra il Comune di Carrara, i dipartimenti di architettura dell’Università di Firenze e di Ferrara, l’Università di Parma, Casa Buonarroti, la Fondazione Michelucci di Fiesole e l’Accademia di Belle Arti Carrara per sviluppare ricerche sul progetto di Michelucci per il memoriale a Michelangelo e, più in generale, sviluppare progetti per valorizzare l’eredità michelangiolesca nella contemporaneità, in rapporto al marmo e alla ricchezza dei saperi delle maestranze carraresi. Apriamo una nuova stagione di visite e registriamo il debutto del CarMi nel mondo dell’arte contemporanea, con un viaggio che partendo dalla riflessione sul rapporto tra Michelangelo e la nostra città ci catapulta nel presente. Carrara ancora una volta è protagonista, grazie al suo marmo, alla sua storia e agli artisti che in passato come oggi la rendono unica. E grazie anche ai suoi luoghi che in questa esposizione sono meta di un turismo culturale dal forte valore identitario: i musei, gli itinerari di trekking e il centro storico sono un percorso unico su cui puntare e su cui questa amministrazione ha puntato», ha commentato il sindaco Francesco De Pasquale.
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