Il Caso Partecipate, la Corte dei Conti chiede chiarezza su Area Spa
La magistratura contabile ha fatto notare che il controllo della società è di fatto socio privato che non ha la maggioranza ma il 49% delle quote
MASSA. La sezione regionale di controllo per la Toscana della Corte dei Conti chiede lumi sulle società partecipate del Comune, e in particolare chiarezza sulla governance di Area Spa (la società che gestisce l’area retroportuale) e sui motivi per i quali il socio privato Fhp (prima la Porto Spa) ha di fatto il controllo della gestione; tutto parte dall’analisi della delibera del consiglio comunale del 28 dicembre 2020, n. 240, in cui sono stati approvati il piano di revisione ordinaria delle partecipazioni societarie e la relazione sullo stato di attuazione del precedente piano. Dopo il deferimento, il 31 marzo si è svolta l’Adunanza pubblica in modalità da remoto, con la presenza dell’assessore Pierlio Baratta; del segretario generale Federico Cuccolini; del dirigente Bruno Tarabella. Nel corso dell’adunanza si è collegato anche il sindaco Francesco Persiani.
Il Comune risulta titolare titolare di partecipazioni dirette nelle società: Area spa; Cermec Spa (Consorzio ecologia e risorse di Massa e Carrara); Edilizia Residenziale Pubblica Massa-Carrara spa; Ente Valorizzazione Acque Minerali (Evam Spa) - Sorgenti e Terme del Monte Belvedere - Alpi Apuane Massa (MS); Gaia Spa; Massa Tributi e Riscossioni srl in sigla Master srl; Retiambiente spa; Cat Società per Azioni (in forma abbreviata: Cat Spa; Erica (Newco) - Evoluzione della Ricerca Industriale nel Comprensorio Apuano. Oltre alle partecipazioni nelle società Fidi Toscana spa e Internazionale Marmi e Macchine - Carrara spa. La magistratura contabile, per il caso Area, osserva che è una società pubblica, partecipata direttamente dal Comune di Massa, che detiene il 4,17 per cento del capitale sociale; la società ha per attività, fra l’altro, “la promozione, il coordinamento e la realizzazione di tutte le iniziative ad attività inerenti alla costruzione, in provincia di Massa Carrara, di un Interporto per l'integrazione dei vari sistemi di trasporto”. Si ricorda che il Comune ha provato a vendere le azioni nel 2016, il valore delle quote riferibili al 51% del capitale sociale detenuto dai tre Enti (Comune di Carrara, Provincia di Massa-Carrara e Comune di Massa) – come da perizia di stima è complessivamente pari a 23.868.000 euro. Anche il secondo incanto fissato per il giorno 21/03/2017 ha dato esito negativo.
Nel nuovo piano, invece, il Comune di Massa ha deliberato, all’esito delle ricognizioni effettuate, il mantenimento senza interventi delle quote. Il Magistrato istruttore chiedeva chiarimenti sul punto; ed è stato risposto che “gli enti pubblici proprietari, nell’esercizio della loro autonomia decisionale, hanno mutato il proprio orientamento in merito alla ipotesi precedentemente formulata di avviare una procedura di dismissione del pacchetto azionario in mano pubblica”. Pertanto adesso è fra quelle da mantenere.
La Corte dei Conti, in sostanza, chiede spiegazioni sul fatto che una società partecipata dal Comune di Massa per il 4,17 per cento del capitale sociale, dal Comune di Carrara per il 36,08 per cento, dalla Provincia di Massa per il 10,75 per cento e dal socio privato per il restante 49 per cento, e in cui quindi i soci pubblici detengono complessivamente il 51 per cento del capitale sociale, in realtà poi la governance è affidata al socio privato. Risulta agli atti che “Fhp, pur possedendo il 49% delle azioni della società esercita un'influenza dominante sulla gestione e a tal fine consolida la società con il metodo integrale”.
Venivano, pertanto, richiesti chiarimenti sulla potenziale qualificazione della società come a controllo pubblico. Nella relazione di deferimento, il Magistrato istruttore ha dato atto dell’avvenuta trasmissione dei patti parasociali; rappresentava, tuttavia, che il Comune di Massa non aveva fornito alcuna precisazione in ordine alle ragioni della mancata qualificazione di Area spa come “società a controllo pubblico“; e non aveva fornito spiegazioni sui motivi dell’influenza dominante di Fhp. In sede di controdeduzioni finali, il Comune di Massa, nel prendere atto delle osservazioni formulate, ha precisato che le precedenti determinazioni dell’ente “e degli altri enti pubblici soci in ordine alla qualificazione della società devono essere rivisitate alla luce dei rilievi ricevuti”. Nella sua disanima, la Corte dei Conti osserva che “Nella ricostruzione dell’effettivo assetto di controllo della società deve essere peraltro considerato che la partecipazione pubblica è frazionata tra più enti, mentre quella del socio privato è detenuta integralmente da F2i Holding Portuale spa e rappresenta il 49 per cento del capitale di rischio”.
Come appare anche nell’analisi della Corte dei Conti, «il Comune di Massa, nel corso dell’Adunanza pubblica, dopo aver ribadito come l’attività svolta dalla società sia riconducibile ad un servizio di interesse generale, l’Amministrazione ha rappresentato l’intenzione di avviare una riflessione sul rafforzamento della governance pubblica alla scadenza dei patti parasociali attualmente in essere tra i soci pubblici e quello privato». Patti in scadenza nel 2023.
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