Il Tirreno

La scuola e la pace

Sasha, lo studente della Lunigiana premiato a Roma in nome delle vittime civili

Gianluca Uberti
Sasha, lo studente della Lunigiana premiato a Roma in nome delle vittime civili

Studente della sezione E della “Galileo Galilei” di Casola si piazza terzo assoluto nel concorso nazionale

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Casola. In tempi di guerra e di atrocità perpetrate ai danni dei civili come quelle che stanno accadendo in Ucraina, non può che fare piacere sapere che esistono giovanissimi sensibili a questo tema, in modo che l’umana empatia verso le sofferenze altrui non rimanga sepolta sotto tonnellate di bombe. È il caso dello studente Sasha Grandetti, che frequenta la classe terza E delle scuole medie “Galileo Galilei” a Casola, premiato, a Roma, nel contesto del concorso nazionale per le scuole “Capire la guerra dalle voci delle vittime civili”, indetto in occasione della quinta “Giornata nazionale delle vittime civili di guerra e dei conflitti nel mondo”. Scopo del concorso, organizzato dall'Associazione nazionale vittime civili di guerra e dal ministero dell’istruzione, è stato quello di stimolare gli studenti delle scuole medie e superiori a riflettere sul tema guerre e degli effetti che le stesse producono sulla popolazione civile, anche a distanza di molto tempo dalla loro fine. Tali riflessioni hanno preso forma attraverso elaborati di differente tipologia: testi scritti di genere libero, elaborati grafici e video. Hanno partecipato con le loro opere centinaia di scuole e gli studenti finalisti, che hanno partecipato individualmente o con lavori di gruppo, sono arrivati a Roma da tutta Italia.

Fra questi c’era anche Sasha Grandetti, originario di Gragnola di Fivizzano, che si è classificato al terzo posto assoluto per ciò che riguarda la sezione delle scuole secondarie di primo grado. Sasha è stato premiato per l’elaborato scritto dal titolo “Il diario di Samuel”, che ha riproposto – nella forma del diario d'invenzione – le paure, le ansie, i desideri e i sogni di tanti adolescenti che si sono trovati a vivere sulla loro pelle gli effetti delle guerre fino a patirne le estreme conseguenze. Il modello per l’elaborato è stato il “Diario di Zlata. Una bambina racconta Sarajevo sotto le bombe” di Zlata Filipovic.

Lo studente è stato accompagnato a Roma dalla sua insegnante di lettere, la professoressa Roberta Baroni, sua tutor nell'elaborazione del testo. Ed è stato premiato da Deana Bernabò, vicepresidente dell’Anvcg, sezione di Massa-Carrara.

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