Il Tirreno

La tragedia al campeggio 

Sorelline morte, udienza preliminare a giugno

Il pioppo caduto sulla tenda in cui dormivano le due sorelline
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Il pioppo caduto sulla tenda in cui dormivano le due sorelline

Slitta la pronuncia del gup in attesa di un accordo risarcitorio. Titolare e gestore del camping accusati di omicidio colposo

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MASSA. Ancora un rinvio: Lidia Fuksinska, proprietaria del campeggio Verde Mare e suo figlio, Amilcare Dal Pino che il camping lo gestisce, torneranno di fronte al gup Dario Berrino il prossimo 9 giugno. Per entrambi l’ipotesi di accusa è quella di omicidio colposo per la morte, nell’agosto del 2020, di Jannat e Malak Lassiri, 3 e 14 anni. La tenda in cui dormivano le due sorelle torinesi è stata travolta da un pioppo e per entrambe non c’è stato nulla da fare. Per la morte di quelle due sorelline, la pubblica ministero Roberta Moramarco, dopo la richiesta di una proroga dell’indagine e dopo una consulenza tecnica, chiede il rinvio a giudizio. Nei primi giorni di dicembre, si apre l’udienza preliminare di fronte al giudice Dario Berrino – a rappresentare l’accusa in aula c’è il procuratore capo Piero Capizzoto – ma quella prima udienza si conclude con un posticipo al 5 aprile, quindi ieri al 9 di giugno. Posticipi finalizzati a consentire la definizione di un accordo tra i parenti delle due piccoline (ad assisterli l’avvocata torinese Erika Gazzano) e i due indagati (difesi dal legale Luca Benedetti). Accordo con il quale proprietaria e gestore del camping riconoscerebbero un risarcimento alla famiglia di Jannat e Malak. Ieri in aula emerge che quell’accordo è stato raggiunto. Manca però la definizione di alcuni aspetti tecnico formali per cui il giudice decide un ulteriore posticipo a giugno.

L’accordo ha, infatti, un “peso” anche in sede penale: se infatti il reato di omicidio colposo è procedibile d’ufficio, quindi l’udienza preliminare e l’eventuale processo non subirebbero alcuno stop a seguito di accordo risarcitorio, la disponibilità degli indagati a quell’accordo potrebbe essere determinante anche nella richiesta di riti alternativi e potrebbe contribuire a riconoscere un’ attenuante ai due indagati. In caso di accordo inoltre – è di immediata comprensione – la famiglia delle due sorelline non si costituirebbe parte civile.

L’ udienza preliminare slitta quindi al 9 giugno per consentire l’espletamento di tutte le pratiche finalizzate alla definizione dell’accordo risarcitorio con i familiari delle due sorelline. Il 9 giugno, di fronte al Gup, potranno essere formalizzate anche eventuali richieste di riti alternativi o – diversamente – il gup Berrino potrebbe decidere per il non luogo a procedere o per il processo. © RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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